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Pochi progressi sul fronte degli inquinanti pericolosi

Gli attivisti di Greenpeace si battono perché i fabbricanti di computer non usino più prodotti altamente inquinanti Keystone Archive

La proposta svizzera di migliorare la coordinazione della lotta contro i prodotti chimici pericolosi non ha avuto il sostegno necessario alla conferenza di Ginevra.

Alcuni accordi sono stati comunque raggiunti sui passi futuri da intraprendere per liberare il mondo dai pesticidi e dai prodotti inquinanti più pericolosi.

I rappresentanti elvetici alla Conferenza internazionale di Ginevra, dal 1° al 5 maggio, non sono riusciti a far approvare un piano che intendeva aumentare la collaborazione nella lotta contro i prodotti chimici pericolosi.

L’applicazione delle Convenzioni di Rotterdam, Stoccolma e Basilea – che regolano la produzione, il commercio e l’impiego di prodotti chimici altamente tossici – è affidata a tre entità diverse.

POP e altri

Entrata in vigore due anni fa, la Convenzione di Stoccolma mira in particolare a limitare o a vietare l’impiego di 12 dei maggiori inquinanti organici persistenti (POP), tra cui figurano la diossina, il DDT e il bifenile policlorinato.

Questi composti chimici, definiti la “sporca dozzina” dagli esperti, si degradano molto lentamente nell’ambiente e sono considerati estremamente pericolosi per la salute dell’uomo.

Da parte sua, la Convenzione di Rotterdam, introdotta nel 2004, ha come obbiettivo di limitare il commercio e l’esportazione dei prodotti tossici più dannosi per l’uomo e l’ambiente.

La Convenzione di Basilea è destinata invece a controllare i movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi, come pure il loro smaltimento.

Qualche passo avanti

Georg Karlaganis dell’Ufficio federale dell’ambiente ha dichiarato che ora un gruppo riesaminerà le modalità di coordinazione dei vari organi competenti della lotta alle sostanze tossiche, e presenterà i suoi risultati entro il 2009.

Karlaganis ha comunque sottolineato che qualche progresso è stato compiuto a Ginevra, in particolare sulla decisione di bandire l’uso del DDT in agricoltura, utilizzato da alcuni paesi nella lotta alle zanzare portatrici di malaria.

La Svizzera temeva che le regole di applicazione del divieto sarebbero state “annacquate”, per permettere l’uso di DDT anche in situazioni in cui esistono alternative, ma non è stato il caso.

Lunghe discussioni si sono anche avute anche sulle modalità di identificazione e quantificazione di diossine e furani, prodotti secondari dell’incenerimento di rifiuti.

Riluttanza di India e Brasile

I principali standard sono stati approvati, ha confermato Karlaganis, nonostante la riluttanza mostrata da paesi come l’India e il Brasile, dove i rifiuti sono bruciati all’aperto.

Le discussioni si sono anche focalizzate sull’ efficacia delle valutazioni, un fattore chiave, perché alcuni dei paesi firmatari dovrebbero implementare un sistema per monitorare i prodotti chimici più pericolosi.

Gli Svizzeri intendono inoltre dare il via ad un programma di valutazione per i livelli dei maggiori inquinanti organici persistenti (POP) nell’ambiente, analizzando ad esempio particelle presenti nell’aria e tracce di sostanze pericolose nel latte materno.

La scorsa settimana la Svizzera è diventata il secondo paese industrializzato ad essersi sottomesso ad un piano nazionale di applicazione della Convenzione di Stoccolma. Per quanto riguarda i POP, aveva già vietato la vendita e l’uso di dieci prodotti.

I due prodotti restanti – diossina e furani – essendo sottoprodotti involontari dell’incenerimento, non possono essere banditi.

swissinfo e agenzie

La Convenzione di Rotterdam si occupa del commercio internazionale di alcuni prodotti chimici pericolosi. In base al trattato, l’esportazione dei prodotti altamente tossici è autorizzata solamente se il paese importatore ha dato il suo assenso preliminare in conoscenza di causa.

La Convenzione di Stoccolma mira alla riduzione dell’impiego degli inquinanti organici persistenti (POP), un gruppo di composti chimici che si degradano molto lentamente nell’ambiente (tra cui il DDT, i PCB e le diossine).

La Convenzione di Basilea riguarda il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e la loro eliminazione.

La «sporca dozzina» si divide in tre gruppi: pesticidi, sostanze chimiche industriali e sottoprodotti derivati dai processi di combustione.
Pesticidi: aldrina, clordano, fieldrina, DDT, endrina, eptacloro, mirex e tossafene.
Sostanze chimiche industriali: policlorobifenili (PCB) ed esaclorobenzene.
Sottoprodotti: diossine e furani.

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