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Previsioni congiunturali sulla crescita economica

Le previsioni congiunturali confermano un rallentamento della curva della crescita economica, che secondo gli analisti dovrebbe tradursi in un aumento del Prodotto interno lordo oscillante sul 2 percento per l'anno in corso Keystone Archive

L'andamento della crescita economica in Svizzera è oggetto di due studi congiunturali periodici presentati mercoledì rispettivamente nel barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) e nel bollettino mensile pubblicato dall'Istituto di ricerche economiche di Basilea (BAK).

Iniziamo con le previsioni a breve medio termine del barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), secondo il quale la curva di crescita dell’economia svizzera rallenta. La flessione riguarda l’industria e l’edilizia, mentre il commercio e i consumi registrano una lieve tendenza al rialzo.

Il livello del superindici è fissato a quota 0,40 in aprile, contro 0,41 in marzo e 0,53 in febbraio, indica il KOF. Il barometro calcolato dal Centro di ricerca fornisce indicazioni sull’evoluzione del prodotto interno lordo con un anticipo di sei – nove mesi.

Le nuove commesse giunte all’industria segnano il passo, rispetto al livello di un anno fa. I piani di acquisto di materie prime e semiprodotti sono solo leggermente più alti, rispetto all’aprile 2000. Inoltre, di recente gli ordini in portafoglio hanno registrato una flessione.

Anche nel settore delle costruzioni è stato osservato un rallentamento della crescita delle commesse in portafoglio. Sono però in calo il numero dei grossisti che considerano troppo consistenti gli stock di merce.

D’altro canto i nuclei famigliari considerano in modo più positivo, rispetto ai precedenti sondaggi, la loro situazione finanziaria per i prossimi dodici mesi.

Veniamo ora alle previsioni congiunturali pubblicate nell’ultimo bollettino mensile dell’Istituto di ricerche economiche di Basilea (BAK), dalle quali risulta che l’economia svizzera non dà segni di cedimento, per cui la crescita dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. La stabilità del quadro congiunturale generale induce -secondo il BAK- all’ottimismo ed il rallentamento osservato negli Stati Uniti non sembra avere grosse conseguenze in Europa, contrariamente ai timori iniziali.

Nel primo trimestre dell’anno, l’indice congiunturale del BAK è progredito del 2,7 per cento (contro l’1,9 percento negli ultimi tre mesi dello scorso anno). Sulla base di questo dato, l’Istituto di ricerche economiche di Basilea prevede un aumento del 2 per cento del Prodotto interno lordo. A trainare la crescita del PIL sono le esportazioni e la domanda interna, sempre sostenuta.

Anche il futuro non dovrebbe riservare sorprese: secondo gli analisti basilesi, il trend favorevole proseguirà nel secondo semestre dell’anno. Per tutto il 2001 il BAK anticipa una progressione del PIL pari al 2,2 per cento. Un’accelerazione del ritmo di crescita è prevista per la fine dell’anno e nel 2002 il PIL salirà del 2,4 per cento.

Sempre secondo il BAK, il mercato del lavoro dà prova di vitalità ed il numero di disoccupati dovrebbe diminuire ulteriormente. Nessun timore, inoltre, per quanto riguarda l’inflazione che dovrebbe rimanere sui valori attuali, compresi fra l’1 e l’1,5 per cento, grazie alla politica monetaria della Banca nazionale svizzera. Per i prossimi mesi il BAK non prevede nuovi interventi della BNS. I timori fugati di recessione completano questo quadro idillico.

Più prudente, invece, il BAK sulle prospettive negli Stati Uniti ed in Europa occidentale. Ma anche in questo caso, contrariamente ai timori iniziali, il rallentamento osservato negli ultimi tempi negli Stati Uniti non sembra aver contagiato il nostro continente.

swissinfo e agenzie

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