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Prezzi in calo nell’agricoltura, ma non per i consumatori

Secondo il rapporto dell'Ufficio federale dell'agricoltura, le aziende agricole svizzere sono mediamente di 17 ettari, molto più piccole delle tenute tedesche che dispongono di 41 ettari Keystone

Negli ultimi anni i contadini svizzeri sono diventati più competitivi e rispettosi dell'ambiente. L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ammette però che, sebbene i prezzi alla produzione siano calati, i consumatori non ne hanno approfittato.

Come previsto dalla politica agricola svizzera, l’agricoltura ha compiuto uno sforzo per rendere i propri prodotti più concorrenziali. Dal primo rapporto agricolo 2000 dell’UFAG, presentato alla stampa martedì, risulta che nel 1999 i prezzi alla produzione erano inferiori mediamente del 23 percento a quelli del 1990/92.

Prima della riforma agricola degli Anni Novanta, il prezzo del latte era di 1,07 franchi al litro e quello dei cereali panificabili di 104 franchi al quintale. Nel 1999, i prezzi erano rispettivamente di 80 centesimi al litro e di 74 franchi al quintale. La differenza rispetto ai prezzi europei si è dunque assottigliata.

Inversamente, nello stesso periodo i prezzi al consumo sono aumentati del 4 percento in media. In dieci anni, la parte dei produttori per ogni franco speso dai consumatori è scesa da 37 a 24 centesimi.

Questo calo ha contribuito ad accelerare il cambiamento strutturale nel mondo contadino. Ogni anno all’incirca il 2,5 percento delle aziende agricole sono scomparse, più o meno come fu il caso negli Anni Cinquanta e Sessanta. Per l’UFAG le aziende agricole diventano «unità più competitive», anche se, con i loro 17 ettari, sono mediamente molto più piccole delle tenute tedesche che dispongono di 41 ettari.

Con i pagamenti diretti mirati, i contadini hanno adottato sistemi di produzione più rispettosi dell’ambiente. L’impiego di sostanze nocive è diminuito. Così – secondo il rapporto – la vendita di prodotti fito sanitari (come ad esempio erbicidi e pesticidi) è diminuita del 30 percento dal 1990.

Oramai, il 95 percento degli agricoltori applica i metodi della produzione integrata, contro solo il 18 percento sette anni fa. Il numero delle aziende biologiche è salito da 1.228 nel 1993 a 4.744 lo scorso anno. La proporzione degli animali che possono regolarmente uscire all’aperto è più che quintuplicata, per raggiungere quasi i 540.000 capi.

swissinfo e agenzie

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