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Roche sopprime 3 mila impieghi

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Il gruppo basilese ha annunciato un drastico taglio dell'organico. Nei prossimi due o tre anni saranno soppressi 3 mila posti di lavoro nella divisione farmaceutica, di cui circa 600 a Basilea. La decisione, che equivale a una riduzione del 7 percento di tutto il personale a livello mondiale, è stata presa per comprimere i costi. Le organizzazioni sindacali hanno criticato aspramente la decisione.

Circa 1’100 posti saranno cancellati negli Stati Uniti, 200 a Palo Alto e 900 a Nutley. La riduzione occupazionale colpirà inoltre 700 dipendenti in Gran Bretagna, a Welwyn. Secondo una nota diramata nella serata di mercoledì, il gruppo cercherà di limitare il più possibile i licenziamenti. Obiettivo dei vertici della Roche è il raggiungimento di un margine operativo del 20-25 percento nella divisione farmaceutica, contro il 18 percento nel 2000. I primi provvedimenti saranno presi già nelle prossime settimane.

In alcune unità produttive, fra cui Basilea e Welwyn, Roche soffre a causa di capacità eccedenti. Nella località renana sarà così ridotta la produzione chimica. Inoltre il gruppo intende comprimere i costi della casa madre per l’amministrazione e i servizi. Il taglio dell’organico riguarda anche le attività di ricerca, che saranno concentrate in un numero minore di aziende.

La Roche ha indicato che intende contattare i rappresentanti del personale in vista dell’attuazione dei provvedimenti. Su alcune misure ha già raggiunto un’intesa di massima, afferma il gruppo nella nota. Il piano sociale prevede il pensionamento anticipato per gli uomini a partire da 60 anni e per le donne da 55 anni. I vertici assicurano inoltre che assisteranno i dipendenti nella ricerca di un nuovo impiego.

L’Associazione del personale della Roche ha definito «errata e controproducente» la misura annunciata oggi. Il provvedimento serve solo agli interessi a breve termine degli azionisti, indica l’associazione in un comunicato, rilevando che non accetterà licenziamenti.

Il Sindacato edilizia e industria (SEI) si è detto costernato dell’annuncio odierno. Le decisioni sono ancora più gravi di quanto temuto, rileva, sottolineando che i provvedimenti si orientano all’incremento degli utili, a scapito dei lavoratori. Il SEI ha indicato di volere collaborare con i sindacati di aziende estere della Roche.
Il sindacato interprofessionale Syna sottolinea che i 600 posti stralciati a Basilea costituiscono il 10 percento degli effettivi, e sostiene che le misure annunciate tengono unicamente conto dell’interesse degli azionisti. Pur se inferiore alla media del settore, il margine operativo di Roche è tuttora molto alto, sottolinea il sindacato.

Secondo gli analisti, invece, la ristrutturazione è indispensabile. Michel Thierrin, della banca Bordier & Cie, sottolinea che il margine operativo del gruppo basilese è debole rispetto ad altre imprese farmaceutiche, che vantano una media del 25 – 30 percento. La Novartis, ad esempio, raggiunge il 30 percento.

Attualmente il gruppo occupa 41’400 persone nella divisione farmaceutica, su un totale di 64’000 dipendenti. Le vendite di tale divisione, la più importante della società, sono diminuite del 2 percento a 4,49 miliardi nei primi tre mesi di quest’anno, su un giro d’affari complessivo di 7,02 miliardi di franchi (+3 percento).

swissinfo e agenzie

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