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Sciagura Crossair: tecnici ed esperti al lavoro

I rottami del velivolo della Crossair verranno esaminati dagli specialisti della polizia Keystone

Continueranno anche nei prossimi giorni le attività di rilevamento della polizia zurighese sul luogo dell'incidente, occorso sabato sera al Jumbolino della Crossair.

Il lavoro dei soccorritori era terminato domenica sera, con il ritrovamento delle salme dei 14 dispersi, per cui il bilancio finale della tragedia è definitivamente fissato a 24 morti. Tra i 9 sopravvissuti – 5 dei quali sono ancora in ospedale, mentre 4 sono stati dimessi – ci sono due membri dell’equipaggio, ma non i due piloti. Ma la lista dei nomi dei passeggeri dello sfortunato velivolo non è stata ancora resa nota: sarà pubblicata fra breve dalla Crossair, non appena saranno stati contattati tutti i familiari delle vittime: non tutte le salme sono state ancora identificate.

Ora si tratta di recuperare i rottami del velivolo e rilevare ogni traccia utile ad una valutazione circa le cause dell’incidente. I giornalisti sono stati condotti per la terza volta sul luogo, dove un portavoce della polizia li ha informati su come procede l’attività d’inchiesta. Le persone che vi sono attualmente impegnate sono 150, assistite dall’Ufficio d’indagine sugli incidenti aerei. Il luogo della sciagura è stato suddiviso in diverse zone: una serie di pannelli colorati piantati nel terreno marcano l’avanzamento dei lavori.

L’analisi dei rottami richiederà giorni

I rottami più grandi saranno caricati con una gru su dei camion e trasportati in un hangar dell’aeroporto o, più probabilmente, in un deposito dell’esercito. Anche oggetti e frammenti più piccoli vengono sistematicamente raccolti. Su tutto quanto viene recuperato lavoreranno gli specialisti della polizia scientifica della città di Zurigo, della polizia criminale del cantone e dell’istituto di medicina legale.

Il lavoro di recupero, che durerà diversi giorni, è reso difficile dalla natura boscosa del terreno. Per facilitare l’accesso alla zona, è stata aperta un’apposita strada carrozzabile.

Sul posto si avverte ancora un forte odore di bruciato e il personale che vi lavora porta mascherine di protezione delle vie respiratorie. “È una semplice misura di precauzione”, ha spiegato Jürg Arnold, della polizia scientifica zurighese, “poiché abbiamo parti bruciate dell’aereo che potrebbero causare danni alla salute, per esempio inalandone delle particelle”. Tutti gli oggetti e i rottami recuperati vengono numerati e fotografati. Anche l’intera area del sinistro è stata fotografata dall’alto con un elicottero. I risultati di tutto questo lavoro si estendono” – ha precisato ancora Arnold – “in un orizzonte temporale di mesi”. Le “scatole nere”, immediatamente recuperate, sono già all’esame degli specialisti.

Silvano De Pietro

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