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Si profila un piano sociale per i licenziati Swissair

Sembrano ottenere risultati, le proteste di martedì scorso dei dipendenti di Swissair all'aeroporto di Ginevra Keystone Archive

Mancano però ancora i 50 milioni necessari per il finanziamento. Intanto, dopo l'incidente di sabato, la compagnia sta controllando tutti i suoi Jumbolini.

L’annuncio di un piano sociale per i dipendenti Swissair licenziati è stato dato lunedì sera dalla “Task Force Personale Swissair” diretta da Jean-Luc Nordmann, responsabile della direzione del lavoro presso il Segretariato di Stato dell’economia (seco).

Il piano prevede il versamento di tre mesi di salario. Il compromesso è stato raggiunto poiché i dipendenti con termini di disdetta più lunghi hanno fatto concessioni, secondo il seco. Saranno inoltre coperti ulteriori diritti garantiti dal contratto di lavoro.

Le rivendicazioni salariali che superano il termine contrattuale di tre mesi, faranno parte della futura massa fallimentare di Swissair.

«Sussiste una vera volontà da parte degli investitori di trovare soluzioni che possano accontentare tutti», ha detto Rémy Pagani, segretario romando del Sindacato dei servizi pubblici (VPOD).

Controllati tutti i “jumbolini”

I 19 velivoli del tipo Jumbolino della flotta Crossair sono attualmente controllati dopo il crash di sabato sera nei pressi dell’aeroporto di Zurigo. Nessun problema è stato rilevato finora, ha indicato il presidente della direzione generale della compagnia André Dosé, in una conferenza stampa a Basilea.

I Jumbolini finora controllati sono 15, ha precisato Dosé. I controlli riguardano in particolare l’insieme degli strumenti di volo, il sistema di navigazione e gli altimetri.

L’aereo, che si è schiantato mentre si apprestava ad atterrare a Kloten, aveva oltre 13’100 ore di volo al suo attivo e aveva compiuto 11’500 atterraggi, ha ricordato Thomas Brandt, responsabile dello stato maggiore di crisi di Crossair. Il Jumbolino era stato interamente revisionato nel giugno 1998 e nel giugno 2000. Doveva subire una nuova verifica completa nel gennaio 2002. L’apparecchio è stato inoltre oggetto di controlli parziali nel corso degli ultimi mesi, ha precisato Brandt.

I 19 jumbolini della flotta Crossair sono di due tipi: 15 RJ-100 da 97 posti a sedere e quattro RJ-85 con 82 posti. Per la compagnia quello di sabato è il primo incidente mortale in cui sia rimasto coinvolto un Jumbolino.

Più impegnativa ma non pericolosa la pista 28

Il capitano Hans Lutz era «un pilota molto esperto» con oltre 19’300 ore di volo all’attivo, ha detto André Dosé. Era entrato al servizio della Crossair nel 1979. Aveva tuttavia cominciato la sua formazione sugli aerei di tipo RJ solo nel maggio 2001.

Atterrare su una pista senza ILS (sistema di atterraggio strumentale) come la pista 28 di Kloten fa parte della formazione dei piloti. Gli aerei di Crossair atterrano regolarmente su piste simili, a Lugano in particolare, ha detto Dosé.

Prima dell’incidente di sabato, Crossair aveva auspicato che la pista 28 fosse munita di ILS, ha aggiunto Dosé. Non si può tuttavia affermare che l’avvicinamento detto «non preciso» in fase di atterraggio rappresenti un pericolo in sé. È in definitiva il pilota a dover giudicare se l’atterraggio sia possibile o no. La scelta di un’altra pista sarebbe stata «più giudiziosa» ma «non obbligatoria», tenuto conto delle condizioni meteorologiche, ha detto Brandt.

L’incidente ha avuto finora poco influsso sulle vendite di biglietti, ha sottolineato Dosé. Dopo il dramma, sono stati registrati solo nove annullamenti di prenotazioni.

La compagnia aerea è coperta dalle assicurazioni per questo incidente. Il bilancio della Crossair non sarà dunque gravato da nuove spese per questa catastrofe, costata la vita a 24 persone.

swissinfo e agenzie

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