Swissair, il canto del cigno
Swissair cessa di esistere quale compagnia autonoma. L'intero gruppo va in liquidazione e Crossair ne rileva le attività aeree. L'operazione - pilotata dalle due grandi banche- porterà alla soppressione di 2'560 posti di lavoro, di cui 1'750 in Svizzera.
Dopo diversi mesi di vicissitudini per Swissair, negli ultimi giorni gli eventi sono precipitati. Il numero uno del gruppo Mario Corti, che ancora nel marzo scorso riteneva di poter garantire la sopravvivenza dell’azienda anche senza l’aiuto dello Stato, si è trovato a far fronte non solo alle conseguenze di una fallimentare strategia di partecipazioni che ha provocato un buco di 15 miliardi di debiti, bensì anche ai drammatici strascichi degli attentati negli Stati Uniti, che hanno provocato costi supplementari per 3,1-3,8 miliardi di franchi.
È esplosa una crisi di liquidità che nello spazio di pochi giorni ha messo definitivamente in ginocchio il gruppo.
Per risolverla, occorrevano le banche. E gli istituti hanno posto le loro condizioni, chiedendo una compagnia aerea più snella e dagli stipendi drasticamente ridotti. Un’impresa sul modello di Crossair: la filiale che ora, grazie all’appoggio delle due maggiori banche elvetiche, arriva ad inghiottire la casa madre.
Ecco come avviene l’operazione
Questi i punti fermi dell’operazione in dettaglio. Per le divisioni SAirGroup, SAir Lines e Flightlease viene chiesta la moratoria concordataria. In quest’ambito la partecipazione maggioritaria (70,35%) che il gruppo deteneva nella filiale Crossair viene rilevata dall’UBS e da Credit Suisse Group al costo di 260 milioni di franchi.
Crossair estende le sue attività aeree arrivando a comprendere gran parte di quelle attualmente gestite da Swissair. Per farlo riceve dalle banche una linea di credito di 500 milioni di franchi e nuovo capitale proprio (ricapitalizzazione) per 350 milioni di franchi. Altri 350 milioni come capitale verranno concessi appena Crossair avrà rilevato da Swissair le concessioni e le autorizzazioni per la rete dei collegamenti aerei.
La Crossair diventa il tal modo una società con sede a Basilea ed a Zurigo controllata dalle banche. Gli istituti concedono anche un credito transitorio a Swissair di 250 milioni. In totale – ha annunciato il presidente della direzione generale dell’UBS Marcel Ospel – i due istituti cavano dalle tasche nell’immediato 1,35 miliardi.
La cura dimagrante prevede un drastico ridimensionamento della flotta e massicci licenziamenti: nel settore aereo spariranno 2’560 posti di lavoro, di cui 1’750 in Svizzera. Attualmente in questo comparto lavorano per Swissair 7’300 persone, per Crossair 3’200. Corti ha promesso che verrà mantenuto il contatto con i sindacati.
Per le altre società e divisioni del gruppo al momento non sono previsti licenziamenti, ma chiaramente il loro futuro non è per niente garantito. Attualmente il gruppo Swissair dà lavoro a 72’000 persone, di cui 21’000 in Svizzera. Gli aerei della Swissair continuano a volare, ma sotto gestione Crossair che potrà comunque utilizzare il marchio «Swissair».
Si scioglie il gruppo Bremi
Il gruppo di lavoro per il rifinanziamento di Swissair cessa di esistere. Il consiglio d’amministrazione di Swissair ha infatti deciso di non proseguire la ricapitalizzazione.
La decisione è stata presa da Swissair e dalle banche, ha indicato lunedì sera in un comunicato l’ex consigliere nazionale Ulrich Bremi, che assicurava la direzione del gruppo di lavoro costituito venerdì scorso.
Nessuna contrattazione per 2 giorni
Da segnalare che le quotazioni dei titoli Swissair Group e Crossair sono state sospese lunedì per due giorni alla Borsa svizzera. «Non ci saranno transazioni sui titoli lunedì e martedì, la misura è stata presa in relazione con i negoziati in corso sul futuro della compagnia, ha annunciato Leo Hug, portavoce della Borsa di Zurigo. Il titolo Swissair ha già perso oltre l’80 per cento del suo valore dall’inizio dell’anno.
Ancora in sospeso
Intanto il gruppo non ha onorato i suoi obblighi contrattuali in Francia e in Belgio. Lunedì avrebbe dovuto versare 200 milioni di franchi a Sabena nell’ambito dell’operazione concordata in agosto per uscire dalla partecipazione fallimentare: il pagamento però non c’è stato e da Bruxelles arrivano già minacce di azioni legali (vedi articolo di swissinfo).
Mario Corti si dimette immediatamente dal consiglio d’amministrazione di Crossair, rimanendo però in quello di Swissair Group, affermando che orienterà a tempo debito il suo futuro professionale. La soluzione decisa lunedì non è probabilmente di suo gusto: ancora recentemente Corti aveva messo in guardia contro quello che si annuncia il più difficile fallimento della storia societaria elvetica.
swissinfo e agenzie
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