Swissair: Stato o non Stato?
La metà degli svizzeri sono favorevoli a una partecipazione della Confederazione nella futura compagnia aerea che sorgerà sulle ceneri di Swissair. Ma il consigliere federale Pascal Couchepin frena: il ruolo dello Stato è ben altro.
Un sondaggio pubblicato domenica da «Dimanche.ch» e «SonntagsBlick» su un campione di 624 persone indica che l’intervento della Confederazione nella «nuova Swissair» è visto di buon occhio dal 50 per cento degli intervistati, mentre il 63 per cento respinge nettamente l’ipotesi di affidare la responsabilità del futuro vettore alla sola UBS.
Il 71 per cento degli interrogati afferma che responsabili del tracollo della compagnia aerea sono la direzione e il consiglio di amministrazione di Swissair, che dovranno essere tradotti davanti a un giudice, ma il 20 per cento punta il dito anche contro le banche.
Il 69 per cento del campione pensa poi che la Confederazione debba versare fondi a sostegno di un piano sociale a favore del personale licenziato e l’83 per cento ritiene che sia importante per la Svizzera disporre di una compagnia nazionale: solo il 41 per cento è però disposto ad acquistare buoni di partecipazione per garantire nuove risorse finanziarie a Swissair.
Couchepin non vuole partecipazioni statali
L’ipotesi che la Confederazione possa in qualche modo diventare la principale azionista della futura Swissair è stata nettamente respinta dal ministro dell’economia Pascal Couchepin, che in un’intervista alla «SonntagsZeitung» ha anche rinviato al mittente l’invito delle banche per una partecipazione statale al capitale di Crossair nella misura del 30 per cento.
«La Confederazione non è adatta al ruolo di grande azionista di una compagnia aerea», ha affermato Couchepin, il quale ha però difeso l’intervento urgente di 450 milioni di franchi concesso all’ultimo momento dal Consiglio federale per consentire a Swissair di riprendere provvisoriamente i voli. «Era in gioco il buon nome della Svizzera. Penso alle migliaia di passeggeri che avevano già pagato il biglietto e che avrebbero perso tutto. Il danno di immagine per il turismo svizzero sarebbe stato difficilmente recuperabile».
Interrogato sull’eventualità che il credito statale forse non basterà a garantire le attività di Swissair sul breve periodo, Couchepin è stato perentorio: «Il signor Mario Corti ci ha detto mercoledì che 450 milioni sono sufficienti».
Couchepin ha indicato che il salvataggio della vecchia Swissair sarebbe stato troppo oneroso, con interventi fino a due miliardi di franchi, per cui l’unica soluzione praticabile è quella avanzata dalle banche e da Crossair. Il ministro ha respinto le accuse secondo cui lo Stato si sarebbe mosso troppo tardi: «la Confederazione detiene solo il 3,1 per cento del capitale di Swissair, meno ancora dello stato belga che controlla il 3,2 per cento: e poi non siamo abituati a intervenire in faccende private quasi fossimo Dio».
Couchepin si è detto convinto che la vicenda Swissair non avrà conseguenze sui processi politici di privatizzazione e di liberalizzazione in atto in Svizzera: «si può cercare di ricavare vantaggi ideologici dalle macerie di Swissair, ma non per questo il dibattito è chiuso».
Bilaterali non sono minacciati, danni non quantificabili
Sul tema Swissair è intervenuto anche il ministro degli esteri Joseph Deiss: dalle colonne dei domenicali svizzero tedeschi ha fatto sapere che il processo di ratifica degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea non sarà ritardato da questi eventi. È ancora troppo presto per quantificare i danni causati dal tracollo della compagnia, ha affermato Deiss, ma per il solo settore turistico svizzero le conseguenze potrebbero essere pesantissime: un miliardo di franchi, secondo le stime del direttore di Svizzera Turismo, Jürg Schmid.
Quest’inverno bisognerà fare i conti con il 50 per cento di turisti americani in meno, anche in considerazione degli attentati dell’11 settembre, mentre per i giapponesi il calo è quantificabile in un 30 per cento. Il fatturato complessivo del settore turistico elvetico subirà una contrazione del 5-10 per cento, con conseguenti mancati guadagni per un miliardo di franchi.
Traffico normale ma ridotto
All’aeroporto di Zurigo il traffico durante il week-end si è svolto senza intoppi: Swissair ha assicurato solo la metà del suo programma normale e il numero dei passeggeri è rimasto ben al di sotto dei picchi registrati negli scorsi anni in concomitanza con l’inizio delle vacanze scolastiche autunnali.
In media quotidiana i passeggeri sono stati 75-85mila, a fronte dei 95mila di un anno fa. Per lunedì e martedì Swissair ha fatto sapere che garantirà il 55 per cento dei voli: saranno cancellate soprattutto le destinazioni poco frequentate.
swissinfo e agenzie
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