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Democrazia diretta in Svizzera

Un’economia più ecologica contro i cambiamenti climatici

Ruth Genner, presidente dei Verdi, ha auspicato per il futuro una politica climatica degna di questo nome Keystone

Riuniti in assemblea, i Verdi hanno adottato sabato a Neuchâtel una risoluzione che stabilisce "sei priorità per la trasformazione ecologica dell'economia".

Gli ecologisti non hanno risparmiato le critiche al governo, accusato di non avere la volontà politica di contrastare i cambiamenti climatici.

Adottata quasi all’unanimità dai delegati presenti a Neuchâtel, la risoluzione vuole fungere da supporto per la campagna in vista delle elezioni federali previste in ottobre.

Il testo enumera sei ambiti nei quali sono necessarie azioni prioritarie allo scopo di orientare l’attività economica nel senso dello sviluppo sostenibile.

Tasse e sconti fiscali

Il primo punto insiste sulla necessità di valutare più accuratamente i costi energetici. In questo senso, i Verdi propongono di introdurre una tassa sulle energie non rinnovabili per finanziare lo sviluppo di quelle rinnovabili.

Inoltre, il partito ecologista chiede di accordare sconti fiscali in caso di risanamento energetico degli edifici.

Tra le altre richieste, i Verdi domandano di abbandonare progressivamente il nucleare e di adottare provvedimenti che favoriscono i risparmi energetici, come ad esempio, quando è possibile, la soppressione del sistema “stand-by” negli apparecchi elettronici.

Per stimolare l’innovazione, il budget annuale di SvizzeraEnergia (il programma della Confederazione per promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili) dovrebbe essere portato a 100 milioni di franchi.

I Verdi insistono poi sulla qualità dell’etichettatura dei prodotti, nonché sulla trasparenza dei costi per il trasporto di merci e il traffico aereo. Solo così i consumatori potranno adottare un comportamento in linea con lo sviluppo sostenibile, sostengono i Verdi.

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Questo contenuto è stato pubblicato al La prima sezione dei Verdi in Svizzera è stata creata nel 1971 nel canton Neuchâtel per combattere un progetto autostradale. In Parlamento fanno la loro prima apparizione nel 1979 con Daniel Brélaz, che diventerà in seguito sindaco di Losanna. Nel 1983 diversi gruppi si uniscono nella Federazione dei partiti ecologisti svizzeri. Negli ultimi anni, i…

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Attacco al governo

Aprendo l’assemblea, la presidente del partito, Ruth Genner, ha sferrato un duro attacco al governo, accusato di non avere “la volontà politica per contrastare i cambiamenti climatici”.

Le elezioni federali di ottobre, ha aggiunto, daranno l’occasione agli ecologisti di aumentare le pressioni a livello federale su questo dossier.

Per la presidente dei Verdi, il rapporto sul clima elaborato dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è “inaccettabile”.

Il documento del dipartimento del socialista Moritz Leuenberger è buono a livello diagnostico, ma è totalmente carente quando affronta il tema delle misure preventive da introdurre.

La Genner stigmatizza ad esempio il programma di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra: gli obiettivi si situano nettamente al di sotto di quelli fissati per il 2050 dai paesi industrializzati.

Inoltre il rapporto del DATEC considera come accettabile un riscaldamento medio delle temperature di 3 gradi, che in realtà non sarà sostenibile, soprattutto per l’ambiente alpino. L’Unione europea e l’ONU ad esempio, si sono posti l’obiettivo di contenere l’aumento al di sotto dei 2 gradi.

La Svizzera in ritardo

La legge sulle emissioni di CO2 prevede che esse vengano ricondotte entro il 2010 ai livelli del 1990, con una diminuzione del circa 8%, ha ricordato la Genner, sottolineando che tali emissioni sono invece nel frattempo cresciute del 9% a causa dell’aumento dei consumi di benzina e diesel.

Si tratta di un chiaro esempio del fatto che la Svizzera sta accumulando ritardi in materia: è quindi incomprensibile che il governo si rifiuti di considerare la protezione del clima come una priorità.

Le elezioni federali saranno estremamente importati per aumentare l’influenza dei Verdi sulla politica climatica elvetica, ha aggiunto la presidente: “Intendiamo diventare, il 21 ottobre, così forti in Svizzera come non lo siamo mai stati”, ha enfatizzato.

swissinfo e agenzie

Sabato a Zurigo si sono riuniti in assemblea anche i delegati del Partito cristiano sociale svizzero.

Per festeggiare i dieci anni di esistenza del partito, i delegati del PCS si sono fissati l’obiettivo di conquistare un secondo seggio nella Camera bassa (Consiglio nazionale) nelle prossime elezioni di ottobre.

Il PCS prevede liste per l’elezione al Consiglio nazionale del prossimo 21 ottobre nei cantoni Friburgo, Giura, Vallese e Zurigo. Nel Giura presenterà una candidatura anche per gli Stati.

Nonostante la forte progressione degli ultimi anni, i Verdi hanno una certa difficoltà a far passare le loro idee in parlamento.

Secondo uno studio dell’Università di Berna, solo sulla metà (50.1%) dei temi votati in parlamento il gruppo ecologista si è trovato d’accordo con la maggioranza del Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento federale.

La percentuale è invece dell’88.3% per i popolari-democratici (centro), dell’82.6% per i liberali-radicali (centro-destra), del 66.8% per l’Unione democratica di centro (destra conservatrice) e del 54.4% per i socialisti

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