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Fondo salva-Stati, Juncker, ancora nodi, ma intesa vicina

(Keystone-ATS) Sul rafforzamento dello European financial stability facility (Efsf), l’attuale Fondo salva-Stati, e la messa a punto dell’European stability mechanism (Esm), il meccanismo di salvataggio permanente che partirà dalla metà del 2013, è quasi fatta. Ma non c’è ancora un accordo.

Lo afferma il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che assicura: l’accordo su entrambi i punti sarà raggiunto come previsto in giugno. Sull’Esm i ministri della zona euro – ha spiegato Juncker – hanno continuato ad esaminare il progetto di trattato istitutivo tra i Paesi dell’Eurozona. Sono stati fatti dei progressi essenziali nel finalizzare il testo giuridico – ha aggiunto – e siamo vicini all’accordo. Resta da chiarire solo qualche punto – ha proseguito – ma il trattato sarà firmato insieme all’accordo quadro raggiunto a suo tempo, in modo da avviare in tempo le procedure di ratifica nazionali e da fare entrare in vigore il nuovo meccanismo per la metà del 2013″.

Anche per l’Efsf – la cui dotazione effettiva va aumentata a 440 miliardi di euro – “abbiamo concordato gli emendamenti all’accordo quadro a suo tempo siglato tra l’Efsf e i Paesi della zona euro, soprattutto quelli per permettere eccezionalmente l’intervento del fondo sul mercato primario dei titoli. Non abbiamo ancora deciso in via definitiva – ha concluso Juncker – ma anche in questo caso l’obiettivo è di chiudere la partita a fine giugno, insieme a quella dell’Esm”.

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