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Francia: quasi duemila fermi oggi per le proteste studentesche

Keystone-SDA

Sono 1'949 le persone fermate oggi dalle forze dell'ordine nel quadro dei blocchi e delle proteste studentesche in Francia: è quanto annuncia il ministero dell'interno di Parigi. Un numero che si aggiunge a quasi un altro migliaio dei giorni scorsi.

(Keystone-ATS) Il numero di blocchi o incidenti legati alla mobilitazione studentesca ha raggiunto oggi quota “900 azioni” di protesta recensite su tutto il territorio nazionale, hanno riferito fonti della sicurezza citate dalla France Presse.

A sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, l’Esagono torna al centro del caos e delle tensioni, tra roghi e devastazioni ai quattro angoli del paese. La rivolta coinvolge ormai tutti i dipartimenti francesi e, da ieri, le autorità hanno rilevato “un’intensificazione” della situazione. “Una svolta, con un cambiamento di toni, più radicali” e “episodi di violenza urbana nei pressi dei licei”, commentano le fonti.

La situazione è stata particolarmente tesa a Marsiglia, dove al Lycée Victor Hugo il preside e i suoi collaboratori sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina. Sempre nella seconda città di Francia è stato incendiato un mezzo dei pompieri mentre hanno fatto il giro del web le immagini delle fiamme nel liceo Mandela a Nantes.

Incendi anche davanti a una scuola di Rouen, in Normandia, dove due presidi sono rimasti feriti. Un altro preside del liceo Dregrugillier di Auchel, vicino Béthune, nel Pas-de-Calais, è stato colpito da un razzo da mortaio per fuochi d’artificio e ricoverato in ospedale. Sono oltre 200 le scuole aderenti alla mobilitazione solo nella regione di Parigi, di cui una cinquantina “teatro di violenze, scontri e danneggiamenti”.

Intanto fonti di Palazzo Matignon, sede del premier francese Sébastien Lecornu, riferiscono al termine della riunione dell’unità di crisi interministeriale dedicata alla questione che i servizi di intelligence francesi ritengono che il movimento di blocco dei licei sia una “manovra organizzata da La France Insoumise e dai suoi referenti dell’estrema sinistra”. Secondo gli uffici del primo ministro vi è una “valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull’origine del movimento”.

Il coordinatore di LFI, Manuel Bompard, ribatte alle accuse e invita “il governo a non cadere nel complottismo e nell’infantilizzazione degli studenti liceali”. In una dichiarazione all’agenzia France Presse l’esponente della sinistra radicale aggiunge che “questo movimento spontaneo è nato dall’esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne”. Quindi l’affondo contro Lecornu: “è giunto il momento che il premier rinunci alla strategia di lasciare che la situazione degeneri e alla provocazione”.

Intanto, in un messaggio pubblicato su X, il ministro dell’istruzione Edouard Geffray ha annunciato che domani riceverà le associazioni studentesche e i genitori.

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