Un'agenda europea densa di appuntamenti per il presidente francese Emmanuel Macron, che ha cominciato oggi una mini tournée di tre giorni in Austria, Romania e Bulgaria per una serie di incontri bilaterali con alcuni leader dell'Europa centrale e dell'est.

Al centro delle discussioni c'è la direttiva sul lavoro distaccato, che permette alle aziende europee di inviare gli impiegati in altri paesi dell'unione, continuando però a versare i contributi nei loro paese d'origine.

Un misura al centro di un progetto di revisione da parte di Bruxelles, che però deve ancora convincere i paesi dell'est, reticenti nel voler adottare la riforma vista la grande manodopera fornita ai paesi dell'Europa occidentale.

Per questo, per la sua visita il capo dell'Eliseo ha scelto gli stati che hanno assunto un atteggiamento conciliante, evitando l'Ungheria e la Polonia, i due paesi del 'gruppo di Visengrad' più ostili a un cambiamento. La modernizzazione prevista dall'Ue e promossa da Berlino prevede un allineamento a livello comunitario finalizzato a evitare il dumping sociale.

In quest'ottica, la Francia punta a inasprire la direttiva limitando il periodo del distacco a due anni, insieme a un maggiore sforzo nella lotta alle frodi fiscali. Parigi ha poi richiesto un'attenzione particolare al settore dei trasporti stradali, includendolo nelle misure previste. Macron si ritrova così a vestire i panni di mediatore tra i due blocchi europei, nel tentativo di creare un clima favorevole al dialogo.

Un'operazione delicata per l'ex ministro dell'economia, che oggi ha definito l'attuale direttiva sul lavoro distaccato come "un tradimento dello spirito europeo". "Il mercato unico europeo e la libera circolazione dei lavoratori non hanno lo scopo di favorire i paesi che promuovono minori diritti sociali" ha affermato oggi Macron a Salisburgo durante la conferenza stampa con il cancelliere austriaco Christian Kern.

Secondo il leader francese Vienna e Parigi condividono "un allineamento di vedute sull'agenda europea" che permetterà di avanzare nel quadro di "un'Europa che protegge". Durante gli incontri di questi giorni verranno affrontati anche altri temi, come la crisi dei migranti la lotta al terrorismo e il progetto di difesa comune. Argomenti che dividono l'Europa sui quali Macron dovrà testare le sue doti diplomatiche.

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