Giappone: Takaichi rieletta premier dopo voto Camera bassa
La conservatrice Sanae Takaichi è stata confermata premier del Giappone dopo la ratifica della Camera dei rappresentanti, che ha preceduto il voto al Senato, sancendo di fatto il trionfo dell'LDP dopo la vittoria storica alle elezioni della Camera bassa l'8 febbraio.
(Keystone-ATS) Come previsto dalla Costituzione, prima dell’avvio dei lavori l’esecutivo si è dimesso in blocco per far posto alla formazione del nuovo governo.
A partire da oggi la Dieta convocherà la sessione straordinaria di 150 giorni fino al 17 luglio, con le deliberazioni che dovrebbero concentrarsi sul bilancio preventivo per l’anno fiscale 2026 che in Giappone inizia il primo aprile.
Al centro dell’agenda della premier, nota per le posizioni conservatrici e linea dura in materia di sicurezza, vi è l’attuazione di una politica fiscale “responsabile ma aggressiva”.
Già in serata Takaichi illustrerà il piano per una sospensione biennale dell’imposta sui consumi per i prodotti alimentari; una promessa chiave della campagna elettorale che ha contribuito al successo alle urne.
Le indicazioni dei media nipponici suggeriscono un’ampia continuità con i ministri chiave, tra cui il capo della diplomazia Toshimitsu Motegi e il titolare della Difesa Shinjiro Koizumi, che dovrebbero mantenere le proprie poltrone.
Il Partito Liberal-democratico (LDP) di Takaichi ha conquistato 316 dei 465 seggi della camera più influente della Dieta, superando per la prima volta nell’era postbellica la soglia dei due terzi.
Il risultato del voto ha ridisegnato profondamente l’assetto politico nazionale, grazie ad una “supermaggioranza” che consente di scavalcare l’opposizione della Camera alta, dove la coalizione rimane in minoranza. Un vantaggio procedurale considerato decisivo per l’obiettivo dichiarato di Takaichi: l’emendamento della Costituzione pacifista.
Sul fronte dell’opposizione l’Alleanza Centrista (CRA), nata dalle ceneri dei centristi del Komeito e del Partito democratico-costituzionale, ha subito un pesante tracollo, fermandosi a 49 seggi contro i 167 precedenti, costringendo la leadership a dimissioni e ristrutturazioni.
Il panorama partitico segna anche il definitivo superamento della storica alleanza ultraventennale tra LDP e il Komeito, sostituita da una nuova coalizione con lo schieramento di centrodestra, il Partito dell’innovazione del Giappone (Ishin).