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Glencore: in nove mesi estratti meno rame e carbone

Estrazione di carbone: negli ultimi 9 mesi in calo. KEYSTONE/EPA/SASCHA STEINBACH sda-ats

(Keystone-ATS) Glencore, gigante delle materie prime con sede a Baar (ZG), ha assistito nei primi nove mesi dell’anno a un calo nella produzione di rame e carbone, pilastri della sua attività mineraria. In aumento i volumi di cobalto, apprezzato nella fabbricazione di batterie.

Tra gennaio e settembre, la produzione di carbone ha raggiunto 76,3 milioni di tonnellate, il che rappresenta un calo del 9% su base annua, secondo il rapporto trimestrale pubblicato oggi dalla società. Il calo è dovuto ai lavori di manutenzione della filiale colombiana Prodeco e al rallentamento dell’attività in Sudafrica e in Australia. Glencore mantiene comunque l’obiettivo di produzione annuale a circa 104 milioni di tonnellate.

In flessione anche la produzione di rame: nei nove mesi in rassegna si è fissata a 895’000 tonnellate, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il calo è dovuto a valori di estrazione più bassi in diverse miniere. Malgrado ciò Glencore mantiene l’obiettivo riguardante la produzione di questo metallo per il 2021 a circa di 1,22 milioni di tonnellate.

La produzione di cobalto è invece aumentata dell’8% a 23’000 tonnellate, con l’obiettivo annuale mantenuto a circa 35’000 tonnellate.

Il nuovo CEO Gary Nagle – che quest’anno ha preso il posto di Ivan Glasenberg, al timone del gruppo per quasi 20 anni – precisa che le attività sono per ora in linea con le aspettative.

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