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Gli Svizzeri d'Italia prendono la parola a Milano

Milano ha accolto cittadini svizzeri provenienti da ogni angolo del Belpaese

(swissinfo.ch)

Nella città lombarda si è tenuto il 70esimo congresso del Collegamento svizzero: è stato ribadito il sostegno alla Gazzetta svizzera e l'importanza delle scuole elvetiche quale ponte culturale.

Riunita sabato nel capoluogo meneghino, una folta rappresentanza della comunità rossocrociata residente nella Penisola ha potuto discutere le tematiche ritenute più importanti e urgenti con i diplomatici e i politici giunti a Milano.

Sul palco del Centro svizzero si sono alternati vari oratori che hanno parlato di ciò che funziona a dovere – per esempio la locale scuola svizzera, visitata dai partecipanti all'evento – e delle note dolenti.

Tra queste figurano le preoccupazioni per il futuro della Gazzetta svizzera, la questione della rappresentanza in parlamento degli espatriati e aspetti pratici come le assicurazioni sociali.

Oltre la retorica

In particolare, è stata sottolineata la necessità – ribadita in primo luogo dal senatore ticinese Filippo Lombardi – di superare la dimensione puramente retorica del luogo comune che vuole di ogni svizzero all'estero «un ambasciatore del proprio paese».

Il consigliere agli Stati ha affermato che i membri della Quinta Svizzera sono cittadini elvetici a pieno titolo. Essi sono in grado di far comprendere nei loro paesi d'adozione le caratteristiche particolari della Confederazione, specialmente quando queste sono all'origine di critiche, come avviene per il federalismo fiscale o la decisione di non aderire all'Unione europea.

Lombardi ha quindi aggiunto che gli espatriati devono essere considerati una vera e propria risorsa da parte della Svizzera e non come un fardello. Nel medesimo tempo – proprio per non offrire appigli a chi vorrebbe diminuire gli investimenti in questo ambito – egli ha invitato i connazionali residenti all'estero a manifestarsi maggiormente, in particolare votando e approfittando dell'offerta delle scuole svizzere all'estero.

Un ponte tra due culture

La scuola svizzera di Milano – che accoglie oltre 360 allievi, dall'asilo alla maturità liceale – illustra bene l'importanza di questo tipo di istituzione, assai apprezzata anche da chi non ha origini rossocrociate.

La direttrice Christine Urech ne ha presentato le caratteristiche: in primo luogo, ai giovani viene offerto un percorso educativo che permetterà loro, se lo desiderano, di continuare gli studi nella Confederazione.

Secondariamente, «le scuole elvetiche permettono di creare un ponte verso il paese ospite, formando individui autonomi e responsabili, che apprendono diverse lingue: in tal modo si contribuisce a promuovere l'immagine della Svizzera», ha detto la responsabile.

Capitale futuro

Sono state inoltre ampliate le offerte destinate ai giovani svizzeri dell'estero: campi sportivi più frequenti, soggiorni presso famiglie ospitanti nella Confederazione e proposte formative specifiche quali la partecipazione alla sessione federale dei giovani o visite ad atenei svizzeri.

Ladina Berta, collaboratrice del «Servizio giovani» presso l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (Ose), e alcuni ex partecipanti hanno sottolineato come queste opportunità siano assai gradite, poiché «permettono di riscoprire le proprie radici e di tessere amicizie con altri connazionali sparsi nel mondo».

Inoltre, conoscendo meglio la madrepatria, i giovani elvetici dell'estero potranno in futuro trasmetterne a loro volta i valori e le tradizioni, svolgendo un'importante opera di promozione a beneficio della Svizzera.

Sostegno alla Gazzetta

Tra i motivi di inquietudine sollevati durante il congresso, riassunti dal presidente del Collegamento svizzero Robert Engeler, figurano le possibili conseguenze che le misure di risparmio della Confederazione potrebbero avere per la Gazzetta svizzera (circa 29'000 copie, undici numeri annuali), la pubblicazione cartacea per gli italofoni della Quinta svizzera.

Quest'ultima dipende infatti dai contributi volontari degli espatriati e dal sostegno del governo. Gli svizzeri d'Italia temono che il giornale possa essere ridimensionato, o addirittura soppresso, per concentrare i mezzi nello sviluppo della versione su internet. Inoltre, invece di inviare sistematicamente il giornale a ogni persona registrata presso le rappresentanze elvetiche nel mondo, l'abbonamento potrebbe essere reso obbligatorio.

A questo proposito, l'assemblea riunita a Milano ha votato all'unanimità una mozione di sostegno della pubblicazione nella sua forma attuale. La presa di posizione sarà trasmessa alle istanze politiche dall'Ose.

Per quanto concerne l'Assicurazione vecchiaia e superstiti facoltativa, eliminata dopo l'entrata in vigore degli accordi bilaterali, il senatore Filippo Lombardi ha spiegato che il quadro giuridico attuale non consente praticamente spiragli di manovra.

Bacino elettorale

Dal canto suo, il presidente dell'Ose Jacques Simon Eggly ha evidenziato l'importanza crescente che la diaspora elvetica riveste dal profilo politico: a fine 2007, circa 120'000 persone erano iscritte ai registri elettorali (dal 1992, gli espatriati possono votare per corrispondenza).

Le preferenze di questo gruppo di cittadini – ha proseguito Eggly – fanno gola a parecchi partiti, che hanno rivolto loro la propria attenzione durante la recente campagna precedente le elezioni federali.

Tuttavia, ha osservato l'ex-consigliere nazionale, non sono forse state toccate le corde giuste: il livello di partecipazione permane basso. A suo parere, sarà dunque fondamentale uno sforzo maggiore, segnatamente organizzando dibattiti rivolti in maniera specifica agli svizzeri che non abitano nella Confederazione.

Voto elettronico fondamentale

Eggly ha poi ricordato che, in occasione dell'ultimo appuntamento elettorale, vi sono stati parecchi problemi legati al materiale di voto, sovente spedito in ritardo, incompleto o errato. Secondo il presidente, l'introduzione in tempi brevi del voto elettronico è dunque essenziale.

Menzionando i risultati incoraggianti dei test pilota già effettuati in alcuni cantoni svizzeri, il presidente ha affermato che l'Ose si batterà affinché tale innovazione tecnologica sia realtà già in occasione delle elezioni federali del 2011. Questo cambiamento faciliterebbe notevolmente l'esercizio dei diritti civili per i membri della Quinta Svizzera.

Appello alla diaspora

Eggly ha infine rivolto un accorato appello ai connazionali dell'estero. «La Svizzera ha bisogno della vostra esperienza e della vostra opinione: fatevi sentire, votando, prendendo parte alle discussioni, partecipando attivamente alla vita politica».

Anche perché, ha concluso Eggly, le altre soluzioni per ottenere maggiore visibilità – per esempio l'istituzione di basi legali per garantire un numero di seggi in parlamento destinati agli espatriati – necessitano di una modifica della Costituzione e quindi di tempi assai lunghi.

swissinfo, Andrea Clementi, Milano

In breve

Nel corso dell'aprile 2008, il governo svizzero ha approvato un messaggio da sottoporre al vaglio del parlamento: secondo l'esecutivo, il sostegno alle istituzioni degli svizzeri dell'estero costituisce un compito permanente dello Stato e deve perciò essere ancorato in una legge.

Attualmente il sostegno finanziario alle istituzioni che rappresentano gli svizzeri dell'estero e ai turisti elvetici che si trovano in una situazione di bisogno è regolato da due ordinanze provvisorie.

Ogni anno, la Confederazione sostiene l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (Ose) e le istituzioni ad essa collegate con circa tre milioni di franchi.

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Svizzeri d'Italia

In Italia risiede la quarta comunità di svizzeri all'estero in ordine di grandezza, dopo quelle di Francia, Germania e Stati Uniti.

Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, nel 2007 vivevano in Italia 47'953 svizzeri. Tra questi, 37'401 possedevano la doppia cittadinanza. 24'495 cittadini elvetici erano registrati presso il consolato di Milano.

Quattro delle 15 scuole svizzere all'estero si trovano in Italia: a Bergamo, Milano, Roma e Catania.

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Base costituzionale

L'articolo 40 della Costituzione federale sancisce quanto segue:

1.
La Confederazione promuove le relazioni degli Svizzeri all'estero tra loro e con la Svizzera. Può sostenere le organizzazioni che perseguono questo scopo.

2.
La Confederazione emana prescrizioni sui diritti e doveri degli Svizzeri all'estero, in particolare sull'esercizio dei diritti politici nella Confederazione, sull'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare o sostitutivo e sull'assistenza, come pure nell'ambito delle assicurazioni sociali.

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