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GR: aggredì bambino a Samnaun, uomo a processo per tentato omicidio

Keystone-SDA

Un uomo dovrà rispondere di tentato omicidio oggi davanti al Tribunale regionale Engiadina Bassa/Val Müstair a Sent (GR). Nel novembre del 2024 l'uomo aggredì un bambino di dieci anni alla fermata dell'autobus a Samnaun (GR), ferendolo gravemente alla testa.

(Keystone-ATS) Un’azione “estremamente brutale e crudele”. Con queste parole la Procura pubblica descrive ciò che è successo la mattina del 13 novembre 2024 a Samnaun. Un’aggressione, che secondo la magistratura, sarebbe stata motivata dalla vendetta e che avrebbe potuto causare la morte del minore.

Il presunto movente: la vendetta

L’atto d’accusa ripercorre in dettaglio i fatti e i motivi che avrebbero portato l’uomo a ferire con violenza un bambino.

L’imputato viveva dal 2008 da solo in un appartamento a Samnaun. A causa di un disturbo delirante, così scrive la procura, l’uomo era convinto che una famiglia residente in loco lo avvelenasse attraverso il sistema di acque reflue e l’impianto di ventilazione. Un movente di cui non vi è alcuna prova a sostegno, scrive la magistratura.

Il mattino del 13 novembre l’uomo avrebbe deciso che la situazione doveva cambiare. Avrebbe così pianificato di attaccare un bambino della famiglia sopracitata, in modo da “mandare un segnale”.

L’attacco: 11 colpi con un’ascia, 3 alla testa

Prima di agire l’uomo avrebbe consumato alcol e preso dei sedativi. Si sarebbe poi recato in cantina per prendere un’ascia da stuccatore, affilata da una parte e simile a un martello sulla parte posteriore. Alle 7.45 circa sarebbe uscito di casa, sapendo che a quell’ora il bambino passava di lì per andare a prendere il bus. L’imputato avrebbe aspettato che il minore gli fosse passato davanti, poi lo avrebbe afferrato e colpito con l’accetta. Lo avrebbe colpito “intenzionalmente alla testa e alla parte superiore del corpo”, si legge nell’atto d’accusa. Anche quando il bambino è caduto a terra, avrebbe continuato a colpirlo. In totale, sarebbero stati sferrati almeno undici colpi, tre dei quali alla testa del bambino. Secondo la Procura pubblica, l’aggressione fu esercitata con “impeto e notevole dispendio di forze”.

Il bambino venne trasportato con la Rega all’Ospedale cantonale a Coira. Il fatto che sia sopravvissuto, secondo la Procura, “è dovuto esclusivamente al caso”. Stando alla magistratura l’imputato sapeva che colpire una persona alla testa con un’ascia avrebbe potuto avere un esito letale. La probabilità che i colpi potessero causare la morte del bambino era molto alta. A causa delle ferite riportate, l’imputato era cosciente che queste avrebbero potuto portare alla morte del ragazzino.

Dopo l’attacco l’uomo si rinchiuse in casa. Successivamente l’allora 52enne si autodenunciò alla polizia. Gli agenti di polizia lo arrestarono alle 11.30. L’uomo non oppose resistenza, aveva riferito la Polizia cantonale grigionese in un comunicato nel novembre del 2024.

Le richieste di sanzione

Stando all’atto d’accusa, la Procura pubblica vuole richiedere una pena detentiva superiore a cinque anni e l’adozione di una misura terapeutica stazionaria. Le richieste concrete verranno formulate oggi davanti alla corte regionale, che si riunirà a Sent.

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