GR: concessioni idroelettriche in scadenza, Repower tende la mano
La scadenza delle concessioni degli impianti idroelettrici nei Grigioni apre le porte per ridefinirne le quote di partecipazione. Ad oggi diverse strutture sono in mano a gruppi energetici fuori cantone e Repower ha voluto mostrare i vantaggi che potrebbe portare all'economia retica.
(Keystone-ATS) Per diversi Comuni grigionesi è arrivata l’ora del riscatto. Fra il 2035 e il 2050 scade gran numero delle concessioni per lo sfruttamento delle acque che forniscono il 70% dell’elettricità prodotta nei Grigioni. Fra gli anni 50 e 70, quando c’è stato il boom della costruzione di nuove centrali, erano i grandi gruppi energetici delle città ad avere gran parte del controllo. “Rispetto al passato, quando i Comuni erano poveri, adesso possiamo parlare e negoziare alla pari con le possibili società di gestione future”, ha detto la sindaca di Vals, Rita Schmid, a Keystone-ATS.
A pochi chilometri dal villaggio Walser si trova la diga del lago di Zervreila. La maggior parte dell’azionariato è in mano a ditte esterne al Canton Grigioni, come Alpiq e Axpo. Dall’anno prossimo inizierà il processo in vista delle nuove concessioni. “Attualmente i dieci Comuni concessionari partecipano con una quota del 15%, in futuro puntiamo al 30-40%. È un grande cambiamento”, ha sottolineato Schmid.
144 milioni di valore aggiunto supplementare
L’esempio di Zervreila mostra in modo chiaro cos’è in gioco con la nuova strategia energetica del Canton Grigioni. L’obiettivo è aumentare la partecipazione dei Comuni retici e del Cantone alle società di gestione dall’attuale 20% all’80%.
Un processo complesso, definito anche epocale, per i Comuni, il Cantone e anche le aziende attive nel campo energetico. Fra questi attori c’è anche Repower. La settimana scorsa, durante un evento a margine della sessione del Gran Consiglio, i vertici dell’azienda hanno illustrato ai parlamentari perché essa sia il partner giusto all’interno del dibattito del diritto di riversione delle centrali idroelettriche. “Abbiamo oltre 120 anni di esperienza e competenza lungo l’intera catena valoriale del settore energetico, dalla produzione fino al commercio”, ha spiegato la presidente del Consiglio d’Amministrazione di Repower, Barbara Janom Steiner, a Keystone-ATS.
In uno studio indipendente l’azienda ha fatto analizzare i vantaggi che Repower porterebbe all’economia grigionese rispetto alle imprese di altri cantoni. Il valore aggiunto supplementare si attesterebbe a circa 144 milioni di franchi, derivante principalmente dal commercio di energia. “Il valore aggiunto si concretizza principalmente sotto forma di salari per i collaboratori, commesse per le imprese dei Grigioni, imposte e tasse per la collettività pubblica, nonché utili per gli azionisti (in particolare il Cantone)”, si legge nell’analisi della società Hanser Consulting.
Repower mira dunque a scacciare le imprese esterne, riscuotendo la gestione delle centrali? “No, non si tratta di scacciare altre imprese dal mercato. Repower vuole svolgere un ruolo nelle riversioni, in modo che la maggior parte del valore aggiunto rimanga nel Cantone”, ha affermato Janom Steiner. La presidente del CdA ha poi sottolineato che i prossimi passi verranno decisi dai Comuni e dal Cantone in autonomia.
Una maratona lunga 28 anni
Secondo la direttrice del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità, Carmelia Maissen (Centro), è sicuramente opportuno che l’unica azienda energetica integrata verticalmente nei Grigioni si faccia avanti. “Repower è in una posizione leggermente diversa rispetto agli altri partner del settore, perché nei prossimi 15 anni non hanno concessioni in scadenza. È quindi logico che si faccia sentire e rifletta sul ruolo che potrebbe giocare”, ha commentato la Consigliera di Stato. L’attuazione della strategia idroelettrica è appena agli inizi, continua Maissen. “La strategia ha una durata dal 2022 al 2050. Siamo appena a un settimo di questa maratona”.