GR: l’Ospedale cantonale torna nelle cifre nere
Dopo una leggera perdita registrata nel 2024, l'Ospedale cantonale dei Grigioni lo scorso anno ha realizzato un utile d'esercizio pari a 8,7 milioni di franchi. Il numero di pazienti stazionari è aumentato del 3%. Quest'anno il nosocomio aprirà una nuova ala.
(Keystone-ATS) Il ricavo d’esercizio è cresciuto del 4,9% attestandosi a quasi 570 milioni di franchi, ha comunicato oggi il nosocomio. I costi materiali e del personale si sono attestati a 527,7 milioni, in aumento del 2,5%.
Per i vertici dell’ospedale il 2025 è stato dunque un anno “positivo”. Il CEO, Hugo Keune, è soddisfatto del risultato, malgrado la pressione sui costi e le “tariffe troppo basse”.
L’ospedale ha registrato un nuovo record per quanto riguarda il numero di apprendisti. Nel 2025, 119 giovani vi si trovavano in formazione, un numero mai raggiunto prima. Complessivamente, l’ospedale impiega 3’630 dipendenti.
L’operazione Samedan
Fra i temi che hanno tenuto occupato l’Ospedale cantonale negli ultimi mesi rientra il salvataggio dell’ospedale di Samedan. Da inizio aprile l’assistenza sanitaria è garantita dalla nuova società Spital Oberengadin, gestita dal nosocomio cantonale e l’affiliata Clinica Gut. Il CEO prevede che l’anno prossimo il ricavo d’esercizio dell’intero gruppo supererà per la prima volta i 600 milioni di franchi. “Abbiamo sempre detto fin dall’inizio che questo salvataggio non può peggiorare la nostra situazione finanziaria”, ha spiegato Keune, aggiungendo che con l’acquisizione delle attività sanitarie a Samedan il gruppo non diventerà molto più ricco.
Per diversi anni l’ospedale dell’Alta Engadina ha navigato nei deficit. Il salvataggio, avvenuto all’inizio di quest’anno, costa agli undici Comuni sei milioni di franchi fino alla fine del 2026. “È un contributo fisso. Se dovessimo avere problemi non possiamo chiedere più soldi ai Comuni”, ha continuato il CEO del nosocomio con sede a Coira.
La manovra di salvataggio, denominata oggi in conferenza stampa “operazione Samedan”, è costata circa 0,5 milioni di franchi all’Ospedale cantonale. “Nell’arco di soli due mesi è stato costituito un nuovo nosocomio. Non è una cosa scontata”, ha rimarcato Keune. In una sessantina di giorni è stato creato un nuovo consiglio d’amministrazione, una nuova direzione, sono stati sottoscritti nuovi contratti di lavoro e di prestazioni. Oltre a ciò due piani della struttura sono stati liberati e poi chiusi. “I pazienti non hanno notato grandi cambiamenti e l’assistenza sanitaria è sempre stata garantita”, ha sottolineato il presidente della fondazione dell’Ospedale cantonale dei Grigioni, Martin Schmid.
E il lavoro non è ancora terminato. Entro la fine di quest’anno gli elettori dell’Alta Engadina dovranno tornare alle urne per esprimersi su un accordo di prestazioni a lungo termine con l’Ospedale cantonale. Il CEO ha dichiarato che il dossier è a buon punto.
12 anni di lavori
Rimanendo con uno sguardo rivolto al futuro, ma tornando a Coira, in novembre verrà aperta la nuova ala dell’ospedale. Nella costruzione sono stati investiti 518 milioni di franchi nell’ultima dozzina di anni. “La nostra nuova sede principale con i reparti ad alta tecnologia e il reparto ambulatoriale rappresentano il faro della medicina nel sudest della Svizzera. Dopo un periodo di costruzione estremamente lungo, garantiamo così l’assistenza medica di altissimo livello per gli anni a venire”, ha commentato Martin Schmid durante l’incontro con i media, tenutosi nel nuovo pronto soccorso non ancora operativo.
Il 22 agosto avrà luogo una giornata delle porte aperte rivolta alla popolazione.