GR: assolto definitivamente il giudice engadinese Orlando Zegg
(Keystone-ATS) L’assoluzione del giudice dell’Engadina bassa Orlando Zegg, accusato di abuso d’ufficio, privazione della libertà e coercizione, è passata in giudicato. Dopo la procura grigionese, pure il querelante privato Adam Quadroni ha rinunciato a ricorrere in appello.
La procura ha ritirato il suo ricorso il 13 dicembre 2021. Analogamente ha proceduto il whistleblower (segnalatore di illeciti) del cartello edilizio grigionese Quadroni il 7 aprile scorso. Lo comunica oggi l’avvocato del giudice accusato. Ciò significa che l’assoluzione da parte del Tribunale regionale Prettigovia/Davos è ora legalmente vincolante e definitiva.
Il presidente del Tribunale regionale della Engadina Bassa/Val Müstair Orlando Zegg era stato accusato dal pubblico ministero di abuso d’ufficio in relazione al conflitto portato avanti da Quadroni. Inoltre, questi aveva sporto denuncia penale per privazione della libertà e coercizione.
Intervento autorizzato della polizia
Nel novembre 2017 Zegg aveva ordinato al whistleblower di consegnare gli oggetti appartenenti alle tre figlie, malgrado Quadroni avesse inoltrato un ricorso in materia. Il giudice aveva autorizzato la moglie, accompagnata dalla polizia, ad accedere all’appartamento per recuperare gli oggetti, qualora Quadroni non li avesse consegnati di sua iniziativa.
Di fatto, durante l’operazione Quadroni era stato ammanettato, mentre sua moglie, accompagnata da sette agenti di polizia e da alcuni addetti ai traslochi, aveva prelevato gli oggetti dall’appartamento a Ramosch (GR).
Il 17 settembre 2021, il Tribunale regionale di Prettigovia/Davos ha assolto completamente Zegg dall’accusa di abuso di autorità. Il tribunale ha ritenuto inoltre che i reati di privazione della libertà e di coercizione non erano stati commessi. Secondo la sentenza, il giudice aveva agito nel massimo interesse dei bambini e non sussisteva nessuna intenzione di fare del male a Quadroni.
Poiché sia la procura che Quadroni hanno ritirato il loro ricorso contro questo verdetto, ora, dopo oltre sei mesi, la questione è passata definitivamente in giudicato.