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Gran Premio d’arte a Fabrice Gygi, Hilar Stadler e Tilla Theus

l'architetta Tilla Theus
L'architetta Tilla Theus. Keystone-SDA

L'artista Fabrice Gygi, il curatore e direttore di museo Hilar Stadler e l'architetta Tilla Theus: sono i tre vincitori del Gran Premio d'arte/Prix Meret Oppenheim 2026 per la loro carriera, scrive oggi in un comunicato l'Ufficio federale della cultura (UFC).

(Keystone-ATS) I tre hanno ricevuto un riconoscimento di 40’000 franchi.

Gygi, nato a Ginevra nel 1965 crea sculture relative alle strutture autoritarie. Le sue opere comprendono elementi come ostacoli anticarro, recinzioni metalliche, teloni, armadietti, tende e sacchi di sabbia Alla biennale di San Paolo del 2002 esibì una torre di vigilanza alta dodici metri.

Oltre che con le scultura Gygi si è cimentato in diverse tecniche di incisione, in performance e in installazioni fatte di gioielli. Attualmente dipinge con acquarelli e pittura a olio. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo, al Museo d’arte moderna e contemporanea di Ginevra, ma anche al Museo d’arte van Hedendaagse di Anversa (Belgio) o al Centro Georges Pompidou di Parigi.

Un curatore coraggioso

Il curatore e direttore di museo Hilar Stadler – formatosi quale storico dell’arte – con la sua pratica museale “ha influenzato la Svizzera sul lungo periodo”, motiva l’UFC. Nato nel 1963, Stadler è da trent’anni direttore del Museum im Bellpark di Kriens (LU). La commissione federale d’arte apprezza la sua capacità “di rivolgersi a un pubblico variegato e di dimostrare che anche un’istituzione regionale con scarse risorse può svolgere un ottimo lavoro”.

Stadler ha sviluppato un approccio alla pratica museale “che si concentra sullo status del lavoro culturale nella nostra società. Le esposizioni da lui ideate sono coraggiose e inattese, come quelle sulla cultura dei ciclomotori svizzera (2005), sull’architettura dei coniugi Robert Venturi e Denise Scott Brown (2008) o sull’arte della musicista statunitense Kim Gordon (2022).

Pioniera dell’architettura svizzera

Infine, Tilla Theus a 82 anni diventa la prima architetta a ricevere il Gran Premi d’arte da sola. L’edificio più celebre della grigionese è l’albergo a cinque stelle di Zurigo Widder, scaturito dalla ristrutturazione di otto edifici medievali protetti come monumenti storici. Dalla sua matita sono però nati anche la sede della FIFA (la Federazione internazionale di calcio) sempre a Zurigo e il ristornate panoramico Weisshorn di Arosa (GR).

Il suo stile architettonico – si legge nella nota – si distingue per l’utilizzo di colori, decorazioni e atmosfere. A inizio carriera è dovuta andare contro corrente per affermare questo stile, mentre ora è considerata “la pioniera dell’architettura svizzera una figura chiave del postmodernismo elvetico”.

Theus è anche specializzata nella ristrutturazione e nel risanamento di oggetti protetti. Anche questa attività le è valsa il riconoscimento, per il suo “lavoro esemplare nel trattare edifici storici e già esistenti”. Un tale approccio, viene sottolineato, assume al giorno d’oggi particolare importanza, in relazione all’architettura sostenibile.

Premiazione il 15 giugno

Il Gran Premio d’arte/Prix Meret Oppenheim viene assegnato dall’UFC a partire dal 2001, a personalità dei mondi dell’arte, dell’architettura, dell’editoria o dell’esposizione. Il premio verrà consegnato nel corso dell’apertura degli Swiss Art Awards a Basilea il prossimo 15 giugno, alla presenza della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Dal 16 al 21 giugno si potrà poi visitare la mostra durante Art Basel.

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