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Ha radici in Svizzera l'inchiesta sul presidente del Montenegro

In Europa il contrabbando di sigarette rappresenta per le organizzazioni criminali che lo gestiscono una torta da 3 miliardi di euro all'anno

(Keystone)

L'inchiesta, avviata nei giorni scorsi dal magistrato della Procura distrettuale antimafia di Baria Giuseppe Scelsi.

Le informazioni, che hanno portato alla messa sotto accusa, mercoledì, del presidente montenegrino Milo Djukanovic per associazione mafiosa finalizzata al traffico di sigarette, sarebbero arrivate dal Ticino. E' quanto trapela dall'inchiesta dei giudici della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari.

Soffiata dal Ticino

Sarebbe stato Srencko Kestner, imprenditore croato per un certo tempo residente ad Ascona. a fornire agli inquirenti italiani alcuni importanti particolari che hanno permesso di collegare il presidente montenegrino Milo Djukanovic all' imponente traffico di sigarette fra i Balcani e l' Europa continentale. Traffico che aveva visto verso la fine degli Anni Novanta come protagonista anche Franco Della Torre, di Brusino Arsizio, considerato dai giudici di Bari un potentissimo boss del contrabbando.

Della Torre avrebbe ottenuto proprio da Djukanovic in cambio di sostanziose mazzette, il diritto di importare in Montenegro ingenti quantitativi di bionde direttamente dai grandi produttori, per poi riesportarli verso l'Europa e destinarli al mercato nero. Insomma, Djukanovic era lo sponsor politico e Della Torre il grande trafficante. Il ticinese aveva poi concesso in "subappalto" ad altri contrabbandieri legati al crimine organizzato italiano una parte del commercio. Fra questi, Francesco Prudentino ora in galera e Gerardo Cuomo, agli arresti domiciliari, proprio gli uomini all' origine dell' inchiesta e della condanna per corruzione passiva dell' ex-giudice ticinese Franco Verda.

Business miliardario

Djukanovic, raggiunto dall' accusa a Londra, ha dovuto interrompere la sua visita diplomatica. Si è però difeso dicendo che si tratta di un tentativo per delegittimarlo e delegittimare il suo governo. Ma gli elementi in mano agli inquirenti di Bari, da anni sulle tracce del grande affare che fruttava qualcosa come 3 miliardi di euro l'anno ai trafficanti, sembrano essere solidi.

Un' accusa, costruita sembra anche grazie alle dichiarazioni di Srencko Kestner, il contrabbandiere croato residente fino a qualche tempo fa ad Ascona, fermato e poi -sembra- rilasciato il novembre scorso a Ponte Chiasso. Srencko Kestner è uno degli «uomini d'oro» dei Balcani perchè negli Anni Novanta avrebbe commercializzato sigarette tra Albania, Kossovo, Serbia e Bosnia assieme al serbo Vladimir Bokan, detto 'Vanjà (ucciso, nell'estate del 2000, in un agguato avvenuto in Grecia), titolare dell'unica licenza per l'importazione dei tabacchi in Montenegro. E proprio Kestner sarebbe stato a conoscenza di importanti dettagli sul coinvolgimento del presidente montenegrino e di molti suoi accoliti nell' imponente contrabbando di bionde.

Proventi in Svizzera?

Parte dei proventi del traffico internazionale di sigarette rastrellati in Montenegro sarebbero stati inviati in Svizzera ed a Cipro con la copertura del contrassegno diplomatico. E' l'ipotesi al vaglio della direzione
distrettuale antimafia (Dda) di Bari.

Il danaro sarebbe stato caricato a bordo di aerei privati e trasportato nei forzieri esteri. È quanto emerge nell'ambito delle indagini del pm inquirente della Dda di Bari, Giuseppe Scelsi, che ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Repubblica del Montenegro, Milo Djukanovic, con le accuse di associazione mafiosa finalizzata al contrabbando internazionale di sigarette.

Francesco Dirovio, Roma


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