I primi passi del governo Burnham, basta Iva su bollette
Un governo impegnato nella lotta al caro vita: è quello che ha promesso il neo premier laburista Andy Burnham aprendo il suo primo consiglio dei ministri a Downing Street dopo l'insediamento di ieri.
(Keystone-ATS) Burnham ha delineato i punti principali della sua agenda davanti all’esecutivo – in cui per la prima volta ci sono più donne che uomini – assicurando che “l’aiuto sta arrivando” ai cittadini del Regno Unito.
L’esordio di un premierato che, superato l’entusiasmo iniziale, ora se le deve vedere con la realtà e le inevitabili critiche, ha riguardato il taglio dell’Iva sulle bollette dell’elettricità (da ottobre), in modo da far risparmiare in media 45 sterline all’anno alle famiglie.
Una misura interamente finanziata per l’anno fiscale in corso – stando al governo – a cui si dovrebbero sommare altri risparmi quantificati in 150 sterline per dare “una speranza concreta”.
Sono dei “primi passi”, come li ha definiti lo stesso Burnham, che non risolvono i problemi del Paese ma “mostrano la nostra determinazione a farlo”. Gli interventi in ogni settore però devono rispettare la “disciplina dei conti pubblici”, come ha sottolineato il cancelliere dello Scacchiere, John Healey, che ha già ricevuto uno speranzoso plauso dalla City: il CEO di Jp Morgan, Jamie Dimon, ha affermato di sperare in un rilancio dell’economia con l’esecutivo di Burnham.
Fra gli altri punti dell’agenda c’è la politica estera, guidata dal nuovo responsabile, Ed Miliband, chiamato a gestire il conflitto tra Usa e Iran con le ricadute proprio sul caro vita e i prezzi dei carburanti tornati a crescere, e la guerra in Ucraina: nella sua prima telefonata il ministro ha chiamato l’omologo ucraino Andrii Sybiha per ribadire il sostegno “saldo e risoluto” di Londra al fianco di Kiev.
E ancora in programma c’è la riforma dell’assistenza sociale, sfida affidata alla ministra della Sanità Yvette Cooper, e il nodo delle spese militari. Il neo titolare della Difesa, Wes Streeting ha assicurato nel corso del vertice la partecipazione al programma Gcap per il caccia di ultima generazione con gli omologhi di Italia, Giappone e Canada e che il premier laburista intende rispettare gli impegni presi dal suo predecessore Keir Starmer sul fronte degli investimenti nel riarmo e nella sicurezza, “al fianco dei Paesi alleati”.
Ma il primo giorno di Andy al lavoro è stato segnato anche dalle critiche, in primo luogo nella maggioranza. Darren Jones, finito nella purga dei ministri alleati di Starmer condotta da Burnham, ha accusato quest’ultimo di aver annunciato il taglio dell’Iva sulle bollette senza indicare come coprirne i costi. Mentre le opposizioni si sono scatenate: da destra la leader Tory, Kemi Badenoch, ha invocato lo scrutinio parlamentare su un governo che nasce nel pieno della pausa estiva delle Camere, e Nigel Farage ha contestato a Burnham a nome di Reform Uk di non avere “un mandato popolare” oltre a chiedere le elezioni anticipate.
Il liberaldemocratico Ed Davey ha poi rinfacciato al neo-premier di non aver parlato, nel suo discorso di esordio, del riavvicinamento post-Brexit all’Ue. E ancora i Verdi hanno puntato il dito sulle ambiguità rispetto al dossier Gaza e alle forniture militari a Israele, ma soprattutto contro il via libera alle licenze di trivellazione di gas e petrolio nel Mare del Nord, in barba agli impegni sull’ambiente e in sintonia con le “raccomandazioni” del presidente americano Donald Trump.