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I tunisini scelgono un presidente laico, vince Essebsi

(Keystone-ATS) Beji Caid Essebsi, anziano leader del primo partito del Paese, il laico Nidaa Tounes, si avvia a diventare il nuovo presidente della Tunisia, il primo capo di Stato eletto a quattro anni dalla caduta di Ben Ali.

Rispettando i pronostici della vigilia, Essebsi ha battuto l’attuale presidente ‘provvisorio’ Moncef Marzouki, sostenuto dagli islamici, con un rassicurante margine di vantaggio secondo i primi exit poll (53.8% secondo la società 3C etudes citata dalla tv pubblica, 55.5% secondo un altro istituto).

La sua elezione – segnata da una giornata di relativa calma alle urne malgrado i timori della vigilia che avevano suggerito imponenti misure di sicurezza – chiude il processo di transizione in Tunisia, il Paese dove la Primavera araba è nata e dove oggi trova forse l’unico compimento veramente democratico.

Se la sua vittoria verrà confermata dai risultati ufficiali – lo sfidante non ha ancora riconosciuto la sconfitta e anzi ha parlato di brogli e di un “testa a testa” ancora aperto – Essebsi, un avvocato veterano della politica tunisina, giungerà a 88 anni alla più alta carica dello Stato al termine di una lunga carriera.

Ha ricoperto ruoli istituzionali di spicco sotto Habib Bourguiba, il ‘padre’ dell’indipendenza tunisina, con il quale è stato più volte ministro (dell’Interno, degli Esteri e della Difesa).

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