Le crociere fluviali attraggono sempre più viaggiatori svizzeri
Chiuse monumentali, ginnastica sul ponte, serate di gala e paesaggi che scorrono al ritmo del fiume: le crociere fluviali attraggono sempre più persone. Lontano dal tanto criticato gigantismo delle navi da crociera marittime, questo settore gode di ottima salute.
La RTS è salita a bordo di una nave tra Arles e Lione, per incontrare la clientela svizzera. La MS Rhône Princess risale il Rodano a una velocità moderata di 15 km/h. Lunga 110 metri e del peso di 1’700 tonnellate, la nave trasporta 118 passeggeri, di cui 21 svizzeri e svizzere, assistiti da 29 membri dell’equipaggio. A bordo regna un’atmosfera rilassata: paesaggi che scorrono davanti agli occhi, animazioni quotidiane e una ristorazione curata.
Questo formato “a misura d’uomo” attira sempre più viaggiatori, scoraggiati dalla smisuratezza delle crociere marittime. “Qui siamo poco più di 100 persone, mentre in mare si parla di migliaia di passeggeri. È un’atmosfera molto più intima e accogliente”, confida Fabienne, una crocierista vallesana.
>> Il reportage di RTS (in francese):
Tutto compreso, ma con alcuni supplementi
Per concedersi questa settimana di navigazione, il prezzo parte da 1’599 franchi a persona in pensione completa, incluso il trasporto in pullman dalla Svizzera francese. Una formula allettante che nasconde tuttavia i costi aggiuntivi indispensabili per godersi appieno il soggiorno.
Infatti, mentre a bordo tutto è incluso, le escursioni a terra sono opzionali e a pagamento. Per partecipare alle visite culturali proposte durante gli scali, occorre aggiungere fino a 337 euro (circa 320 franchi) a persona. A ciò si aggiungono talvolta tasse congiunturali, come un supplemento carburante di 38 franchi.
Per Paul-André, un pensionato di Bienne, il conto finale per lui e sua moglie si aggira quindi intorno ai 4’000 franchi. “Non è a buon mercato, è un investimento, ma il rapporto qualità-prezzo rimane corretto per l’esperienza offerta”, afferma.
La clientela svizzera, un pilastro strategico
Questo modello economico ben collaudato è alla base del successo dell’armatore alsaziano CroisiEurope, che quest’anno festeggia il suo mezzo secolo di attività. Leader francofono del settore, possiede una cinquantina di imbarcazioni in tutto il mondo, dal Mekong al Danubio, passando per il Douro e il Reno. Per questa azienda a conduzione familiare, la Svizzera rappresenta un mercato altamente strategico.
Oltre alla vera e propria agenzia, che ha sede a Losanna da 15 anni, l’azienda va direttamente incontro alla potenziale clientela organizzando eventi dedicati, come il “Festival della crociera” a Ginevra. Questa fiera temporanea permette di trasformare l’interesse dei visitatori in prenotazioni definitive. “Una sola giornata come quella della fiera equivale a circa una o due settimane di prenotazioni classiche in agenzia”, afferma con soddisfazione Carla Bodras-Schmitter, direttrice dell’agenzia CroisiEurope di Losanna. L’azienda si sta ora espandendo anche nel mercato svizzero tedesco.
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I dati confermano l’importanza di questa strategia di prossimità. “La Svizzera rappresenta circa il 15% delle nostre vendite internazionali”, spiega Michel Grimm, direttore commerciale internazionale di CroisiEurope. Dopo la battuta d’arresto causata dalla pandemia, il settore si è rapidamente ripreso: “La dinamica è molto forte, con una crescita media del nostro fatturato del 10% all’anno negli ultimi anni”. Questo successo si basa in gran parte su un pubblico di pensionati, che dispone del tempo e del budget necessari per questi viaggi “chiavi in mano”.
Tra la saturazione del fiume e la transizione energetica
Questa crescita comporta inevitabilmente delle sfide logistiche e ambientali. Sul fiume, il traffico si sta intensificando. “La domanda è in aumento e cominciamo ad essere in tanti”, osserva il comandante della nave, Wesley. “Questo a volte crea code alle chiuse, e le infrastrutture di attracco dovranno adeguarsi”.
Inoltre, il traffico delle navi subisce in pieno l’impatto della volatilità dei prezzi dell’energia. Il costo del gasolio professionale è passato in pochi mesi da 60 centesimi a 1,14 euro al litro. Visto che per un pieno ci vogliono 25’000 litri, l’impatto finanziario è immediato.
Infine, la questione ecologica rimane al centro delle preoccupazioni degli operatori del settore crocieristico. A differenza dei colossi dei mari, spesso criticati per l’inquinamento che causano, le imbarcazioni fluviali hanno dimensioni più modeste. La MS Rhône Princess è dotata di motori da 500 cavalli – equivalenti a quelli di un grande camion – e utilizza gasolio non stradale (GNR) a più basso tenore di zolfo. “Non si tratta di motori ad alto consumo rispetto al peso trasportato”, precisa il comandante Wesley. “Rimane comunque un motore diesel, ma l’impatto ambientale è più limitato rispetto a quello marittimo”.
Mentre la nave sta per attraccare a Lione, i passeggeri svizzeri si preparano a risalire sul pullman per tornare in patria. Per loro, la crociera fluviale ha mantenuto le promesse: un viaggio all’insegna della tranquillità, sostenuto da un’industria turistica che ha saputo adattarsi perfettamente alle aspettative dei nostri tempi.
Tradotto dal francese e verificato da: Zz
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