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Le piccole funivie storiche puntano sul digitale per garantire la propria sopravvivenza

A bordo della funivia Dallenwil - Wiesenberg.
A bordo della funivia Dallenwil - Wiesenberg. RTS / Valentin Jordil

Nei cantoni di Uri, Nidvaldo e Obvaldo, le piccole funivie storiche fanno parte del paesaggio. Ma il loro futuro è tutt’altro che assicurato: quasi una su due si troverebbe oggi ad affrontare difficoltà finanziarie. Quest’estate, la RTS è andata a scoprirne due. Due funivie, due storie... e due strategie per garantirsi la sopravvivenza.

Per gli abitanti di Wiesenberg, una piccola frazione arroccata sopra la valle di Dallenwil (canton Nidvaldo), la funivia – composta da due cabine da quattro posti – non è un’attrazione turistica. È un mezzo di trasporto indispensabile.

“Trasporta la posta, i bambini che vanno a scuola, gli anziani che non hanno l’auto… In inverno, quando la strada è impraticabile o innevata, diventa ancora più indispensabile”, spiega Janine Giesler, membro del consiglio di amministrazione della cooperativa degli impianti di risalita Dallenwil – WiesenbergCollegamento esterno, alla RTS.

Cabine self-service

Da due anni gli abitanti possono utilizzare la funivia in modalità self-service. Un’app permette di chiamare la cabina direttamente dallo smartphone. “Ora possiamo gestire la linea 24 ore su 24 quando le condizioni lo consentono, riducendo al contempo i costi del personale”, afferma soddisfatto Adrian Niederberger, presidente della cooperativa degli impianti di risalita Dallenwil – Wiesenberg.

L’azienda ha accompagnato gradualmente gli abitanti in questa transizione digitale. “All’inizio era necessario fornire un ampio supporto. Ora gli abitanti utilizzano il sistema con naturalezza”, osserva il presidente. Oggi, quasi l’80% delle corse viene effettuato in modo autonomo dagli utenti. Sono stati introdotti i pagamenti elettronici, pur mantenendo la possibilità di pagare in contanti.

L’impianto è monitorato a distanza. In caso di necessità è disponibile un’assistenza video e audio. La digitalizzazione garantisce inoltre una maggiore sicurezza grazie alla chiusura automatica delle porte.

Un investimento necessario, ma costoso

Questa modernizzazione ha comportato un investimento di 1,2 milioni di franchi. “Questi costi non hanno più nulla a che vedere con quelli di 30 o 40 anni fa. Senza il sostegno del Cantone e senza le numerose donazioni private, sarebbe stato praticamente impossibile finanziare questi lavori”, sottolinea Adrian Niederberger.

Da quando è stata integrata nella rete cantonale dei trasporti pubblici, la linea beneficia di un sostegno finanziario che le consente di garantirne il servizio. Ciononostante, l’equilibrio economico rimane precario. “La nostra sfida più grande è ottimizzare i costi di esercizio mantenendo al contempo il livello del servizio”, spiega Janine Giesler. “La nostra attività dipende fortemente dalle condizioni meteorologiche, un fattore su cui ovviamente non abbiamo alcuna influenza”, aggiunge.

Pur essendo stata modernizzata, l’infrastruttura si basa ancora in parte su elementi risalenti agli anni Trenta. “Il nostro obiettivo ora è garantirle altri 20 o 30 anni di vita”, riassume il presidente.

A Niederbauen, una funivia vittima del proprio successo

A una trentina di chilometri di distanza, a Emmetten (Nidvaldo), la realtà è ben diversa. La funivia di NiederbauenCollegamento esterno trasporta ogni anno oltre 90’000 visitatori. Qui la clientela è prevalentemente turistica. In sei minuti si raggiunge la vetta, da cui si gode di una stupenda vista sul Lago dei Quattro Cantoni.

La storia di questo impianto è altrettanto antica. La prima funivia, costruita nel 1913, serviva principalmente per il trasporto di materiale agricolo. Elettrificata nel 1934, la linea si è progressivamente orientata verso il turismo prima di essere completamente ricostruita nel 1974 nella sua configurazione attuale. L’ultimo grande intervento di ammodernamento risale al 2013.

La funivia Emmetten - Niederbauen.
La funivia Emmetten – Niederbauen. RTS / Valentin Jordil

Prenotare la cabina come un biglietto di un treno ad alta velocità

A Niederbauen, la sfida non è quella di attirare i viaggiatori, ma di gestirne il numero. Con solo due cabine da otto posti, le code potevano superare le due ore nelle giornate estive più affollate.

L’azienda ha quindi introdotto un sistema di prenotazione per fasce orarie. I visitatori scelgono in anticipo l’orario di salita e di discesa. Questa organizzazione rende anche più agevoli i collegamenti con gli autobus e i battelli che servono la regione del Lago dei Quattro Cantoni.

Solidarietà tra le piccole funivie

Il successo turistico di Niederbauen va a beneficio, anche indirettamente, di impianti ancora più modesti. Nei cantoni di Nidvaldo, Uri e ObvaldoCollegamento esterno, diverse piccole funivie sono riunite in associazioni, in particolare la «Freunde der kleinen Seilbahnen»Collegamento esterno (“Amici delle piccole funivie”).

Il principio è semplice: gli impianti più frequentati contribuiscono alla visibilità e al mantenimento di altre linee molto meno battute, utilizzate essenzialmente da poche famiglie o da aziende agricole. Questa solidarietà va ad integrare gli aiuti finanziari dei Cantoni e della Confederazione.

La Svizzera conta circa 1’500 impianti a fune, tra cui diverse centinaia di funivie molto piccole destinate principalmente al trasporto locale o agricolo. Alcune sono tuttavia aperte al pubblico, in particolare nella Svizzera centrale. Molte costituiscono un patrimonio tecnico unico in Europa.

Un’attrazione a sé stante

“Ogni funivia costituisce un’attrazione a sé stante. […] Ci sono impianti di risalita piuttosto rudimentali che in realtà conducono solo a una fattoria, ma da un punto di vista tecnico alcuni di essi rimangono molto interessanti, poiché funzionano ancora come 50 anni fa, a volte persino con un sistema di alimentazione ad acqua”, spiega Christian Spinnler, direttore generale della funivia di Niederbauen.

Ma i loro gestori devono far fronte a requisiti normativi sempre più severi in materia di sicurezza. Gli investimenti necessari per modernizzare i sistemi di comando o per soddisfare le prescrizioni dell’Ufficio federale dei trasporti rappresentano un onere significativo per queste piccole realtà.

Le sfide ormai vanno oltre la sola questione finanziaria. Il cambiamento climatico sta gradualmente trasformando l’affluenza in montagna, rendendo sempre più utili questi impianti che consentono di ovviare alle strade sempre più spesso colpite da frane.

A Wiesenberg, gli inverni con meno neve riducono l’attività invernale, mentre il turismo estivo assume maggiore importanza. A Niederbauen, la siccità registrata quest’estate ha costretto il personale a trasportare circa 8’000 litri di acqua potabile tramite funivia per rifornire il ristorante e le infrastrutture situate in vetta.

Progetti in stallo

Nonostante questi sviluppi, la sostenibilità degli impianti attuali e la costruzione di nuovi collegamenti pianura-montagna sono tutt’altro che garantite: la Confederazione ha infatti appena respinto sei dei sette progetti di collegamenti pianura-montagna pianificati dal Cantone del Vallese, ritenendoli insufficienti in termini di rapporto costi-benefici e di contributo al trasporto regionale di passeggeri.

Nella valle di Bagnes, tuttavia, è stata proprio una nuova funivia a salvare la situazione per gli abitanti di Sarreyer, parzialmente isolati da quando le colate detritiche hanno interrotto la principale strada di accesso al villaggio. Prima dell’inaugurazione dell’impianto lo scorso inverno, era stato necessario predisporre d’urgenza una deviazione complessa attraverso una strada forestale esposta alle intemperie.

Tradotto dal francese e verificato da: Zz

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