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Stupide, le galline? E’ ora di spennare questo cliché

Gallina
In Svizzera è in atto una "riscoperta" del pollo. Bild: IMAGO/Zoonar

Sempre più persone in Svizzera decidono di allevare galli e galline come animali domestici. A Soletta, una mostra è dedicata agli aspetti sorprendenti di questo animale solo apparentemente banale.

Galle e galline sono di moda. Sempre più persone in Svizzera costruiscono pollai, comprano pulcini e li vedono crescere. Il pollame viene nutrito e curato. Ogni uovo deposto è una festa.

Thomas Briner, direttore del Museo di storia naturale di Soletta, può solo ipotizzare il motivo di questa tendenza: “In passato, i polli erano presenti in ogni villaggio. Oggi, la maggior parte vive la sua breve vita in allevamenti da ingrasso o in allevamenti per la produzione di uova”. I 15 milioni di polli che vivono in Svizzera sono quindi in gran parte invisibili. La controtendenza verso i volatili da cortile visibili si basa probabilmente su “una sorta di desiderio romantico”.

Guardate più da vicino!

“I polli sono molto sociali e comunicativi”, dice Briner. Più li si osserva da vicino, più il loro comportamento appare ricco di sfumature e più chiara diventa la loro personalità individuale.

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Il pollo domestico comune è stato addomesticato quasi 3’500 anni fa, relativamente tardi nella storia dell’uomo. Le sue origini si trovano in Asia. Il pollo bankiva, il pollo domestico originale, ha poco in comune con i polli marroni comuni oggi. Si presenta in una varietà di colori e il suo magnifico piumaggio ricorda quello di un fagiano dorato. Un esemplare tassidermizzato può essere ammirato nella mostra “Hühner – unterschätztes Federvieh” (Polli – pennuti sottovalutati) organizzata dal museo solettese e visitabile fino al prossimo ottobre.

Si trova accanto ad altri tipi di polli impagliati: bianchi, neri e colorati. Tra loro, un pollo crestato padovano allunga il collo in modo sfacciato e impertinente. Con il suo piumaggio crespo, sembra appena uscito dall’asciugatrice.

In tutto il mondo esistono circa 200 razze di polli, 20 delle quali possono essere ammirate nel museo. Ciò che hanno in comune è che sono, in senso stretto, quello che rimane dei dinosauri. Ma non di dinosauri volanti, sottolinea Thomas Briner, bensì di piccoli dinosauri predatori che – si presume – sfoggiavano anch’essi delle piume. Quindi, se volete sapere com’era la zampa di un dinosauro, osservate attentamente quello del comune pollo domestico, dice il direttore del museo con un sorriso.

Pollo, un “cult” in tutto il mondo

I polli hanno sempre affascinato le persone. In Francia, il gallo è diventato un simbolo nazionale. In Messico, i galli da combattimento di successo vengono pagati a caro prezzo, nelle Filippine fanno parte del patrimonio culturale e in molte religioni il pollo era ed è un animale sacrificale. In Svizzera si consumano circa 16 chili di carne di pollo pro capite all’anno. Solo la carne di maiale è consumata di più.

A causa dell’apprezzamento culinario della carne e delle uova, anche i polli da carne e le galline ovaiole hanno avuto per lungo tempo un’esistenza poco felice in Svizzera. L’allevamento di galline ovaiole in gabbia è stato vietato nel 1991. Per una volta, la Confederazione ha dato il buon esempio, seguita dall’UE nel 2012. Da gennaio 2026 i pulcini maschi nati negli allevamenti di galline ovaiole in Svizzera non possono più essere uccisi. La Germania, la Francia e l’Austria hanno fatto da apripista, mentre la Svizzera ha seguito l’esempio quattro anni dopo.

Attualmente in Svizzera si producono circa 1 miliardo di uova all’anno. Ma non è sufficiente. Circa il 40% delle uova consumate proviene dall’estero.

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La piccola ma attraente mostra di Soletta trasmette i fatti principali in modo divertente e dimostra, non da ultimo, che le galline sono l’opposto della stupidità. Sapevate che i polli guardano vicino con un occhio e lontano con l’altro?

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