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Indispensabile o populista? L’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” divide la nostra comunità all’estero

NON 10 MILIONI, SVIZZERA,
Un manifesto elettorale a sostegno dell'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti!» in un paese del cantone di Nidwalden. Keystone / Urs Flueeler

Swissinfo ha ricevuto decine di commenti in merito all'iniziativa dell'UDC che mira a limitare la popolazione a 10 milioni di abitanti. Tra il timore della sovrappopolazione e quello di una "Brexit svizzera", questi interventi riflettono la forte polarizzazione attorno al tema.

Tra poco più di due settimane, il 14 giugno, la popolazione svizzera voterà sull’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”Collegamento esterno, promossa dall’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice). Il testo chiede di fissare un tetto massimo per la popolazione del Paese a 10 milioni di persone entro il 2050 e prevede diversi livelli di restrizioni migratorie per raggiungere tale obiettivo. Non esclude, come ultima risorsa, la disdetta dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea (UE).

>> Le spiegazioni relative all’iniziativa, e le posizioni dei diversi campi in questo articolo:

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Con questa proposta, chiamata anche “iniziativa per la sostenibilità”, l’UDC persegue un duplice scopo. Da un lato, rallentare una crescita demografica giudicata incompatibile a lungo termine con il mantenimento della qualità di vita; dall’altro, limitare l’immigrazione, principale motore del rapido aumento della popolazione.

“Sì” e “no” alla pari nei sondaggi

La campagna è intensa e il tema ha già fatto scorrere molto inchiostro, anche sulla stampa internazionale. Polarizza fortemente anche in Svizzera: le intenzioni di voto a favore e contro l’iniziativa sono sempre testa a testa nei sondaggi.

Opinioni molto contrastanti si esprimono anche nello spazio di discussione dedicato a questo argomento su Swissinfo. Più della metà delle persone che vi hanno partecipato finora si dichiara d’accordo con l’iniziativa dell’UDC. Quasi un quarto si dice chiaramente contrario, e altrettanti utenti non si pronunciano in modo netto.

>> Tutti i commenti qui:

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Dibattito
Moderato da: Samuel Jaberg

La Svizzera dovrebbe limitare l’immigrazione?

Come valutate i cambiamenti in atto in Svizzera legati all’aumento della popolazione: li considerate più come un’opportunità o come una minaccia? Discutetene con noi.

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Una Svizzera percepita come satura…

La maggior parte di chi si è espresso a favore dell’iniziativa ritiene che la Svizzera sia sovrappopolata. Molte persone stimano che il territorio, le infrastrutture o gli alloggi non abbiano più la capacità di assorbire una forte crescita demografica e giudicano indispensabile limitarla per attenuare la pressione.

“Per la Svizzera, uno dei più piccoli Paesi del continente europeo (…), non è auspicabile avere così tanta gente”, dichiara Arlette Fischer-Grand. Il commento di ProperD va nella stessa direzione: “Quante persone pensiamo di poter stipare in Svizzera? (…) Se si cerca di versare 3 litri d’acqua in un recipiente da un litro, l’acqua in eccesso semplicemente traboccherà. Non c’è abbastanza spazio per così tante persone (…).”

Per alcuni, si sarebbe dovuto fissare un limite demografico molto prima. “A mio parere, si sarebbe già dovuto fissare un tetto a 8 milioni”, scrive Major Wedgie. “Le infrastrutture svizzere non sono progettate per accogliere un numero così elevato di persone in modo permanente” e sono tutte “piene da scoppiare”.

>> Abbiamo approfondito il concetto di limite demografico in questo articolo:

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… e sempre meno svizzera

“Ogni anno si aggiunge l’equivalente della popolazione della città di Lucerna”, osserva Hiderosi. “Sono i contribuenti a sostenere i costi supplementari legati alle infrastrutture.” Questo argomento del costo dell’immigrazione per il Paese ricorre a più riprese. H. Trickler rincara la dose: “Se l’immigrazione non viene limitata, genera costi estremamente elevati per la collettività, senza alcun vantaggio per la nostra cittadinanza”. 

Diverse persone giudicano che l’immigrazione vada a vantaggio soprattutto degli ambienti economici, ma non della popolazione. È il caso di Dario Giandeini, che indica di aver conosciuto la Svizzera con 7, poi 8 e ormai 9 milioni di abitanti. “Solo la finanza e l’economia possono essere definite migliori per una manciata di persone, o addirittura per un’infima minoranza”, afferma. “Per il ceto medio (…), tutto è peggiorato.”

Secondo altri partecipanti alla discussione, limitare l’immigrazione è soprattutto indispensabile per preservare l’identità e la cultura svizzere. “L’aumento sconsiderato della popolazione porterà inevitabilmente a una distruzione del tessuto sociale elvetico, poiché la pressione di culture esogene è troppo pesante”, dichiara Elena Lacroix-Jaeggy.

Per lei il tetto massimo è “una condizione sine qua non per la nostra stessa sopravvivenza”. BLATMAN vi vede anche “l’unica soluzione se la Svizzera vuole rimanere svizzera”.

Timore di un autogol

La visione dell’immigrazione è completamente diversa tra chi si oppone all’iniziativa dell’UDC. La maggior parte rileva nei propri commenti che numerosi settori in Svizzera si basano fortemente sulla manodopera straniera.

“Se non avessimo persone straniere e frontaliere che occupano posti in vari settori professionali, non saremmo in grado di soddisfare i bisogni”, scrive Antonella, aggiungendo che l’invecchiamento demografico aumenterà il fabbisogno di manodopera in futuro.

Secondo Urs Glücklich, una Svizzera senza immigrazione sarebbe “un Paese (…) con meno forza lavoro, una maggiore pressione sulle pensioni e sul sistema sanitario, mercati del lavoro più tesi, una crescita economica più debole e un onere più pesante per persona per mantenere lo stesso tenore di vita.”

Molte e molti utenti si preoccupano anche per il futuro delle relazioni con l’UE. È il caso di VBK, che stima che l’adozione dell’iniziativa comporterebbe numerosi svantaggi, in particolare la disdetta degli accordi bilaterali, “che permettono alla popolazione svizzera di lavorare, studiare e andare in pensione in Europa”, e l’uscita dall’accordo di Schengen.

Definendo l’iniziativa “populista”, l’utente Jorg Hiker stabilisce persino un parallelo con il referendum sulla Brexit nel Regno Unito. Afferma che un’accettazione del testo sarebbe “la decisione peggiore per l’economia svizzera dall’inizio del secolo”.

>> In questo articolo abbiamo esaminato i possibili parallelismi con la Brexit:

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Politica svizzera

“No a una Svizzera da 10 milioni!” e Brexit nel Regno Unito: stesse cause, stessi effetti?

Questo contenuto è stato pubblicato al La Brexit ha avuto conseguenze migratorie inattese. Mentre in Svizzera si discute di un’iniziativa volta a ridurre l’immigrazione, che potrebbe rimettere in discussione la libera circolazione con l’UE, alcune voci invitano a trarre insegnamento da quanto accaduto nel Regno Unito.

Di più “No a una Svizzera da 10 milioni!” e Brexit nel Regno Unito: stesse cause, stessi effetti?

Una soluzione giudicata irrealistica

sophieisslaying teme inoltre le ripercussioni che l’iniziativa potrebbe avere sugli svizzeri e le svizzere all’estero. “Sarebbe ingiusto se un giorno non potessero più tornare a casa senza difficoltà”, scrive.

Come altre persone, questa utente assicura di comprendere le preoccupazioni legate alla crescita demografica, ma ritiene che l’iniziativa dell’UDC non sia la soluzione. “Un limite rigido di 10 milioni di abitanti non è una risposta realistica a un problema complesso. (…) La classe politica dovrebbe agire in modo mirato: costruire più alloggi, migliorare i trasporti pubblici e favorire l’integrazione. Le sfide legate alla crescita demografica non si risolvono con slogan semplicistici.”

Secondo Rolrgs, il problema è “troppo complesso per poter essere risolto con un semplice voto”. A detta di questo utente, indipendentemente dal suo esito, lo scrutinio “purtroppo non risolverà nulla e servirà solo come spunto di riflessione”.

Resta il fatto che, nei nostri commenti come alle urne il 14 giugno, a scontrarsi sono due visioni della Svizzera, del suo futuro e di ciò che ne costituisce la ricchezza.

>> Altri contributi nel nostro spazio di discussione Dialogo:

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Articolo a cura di Samuel Jaberg

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