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Imposizione individuale: approvata rivoluzione fiscale

Keystone-SDA

Nuova rivoluzione fiscale in vista: il 53% dei votanti - dato parziale, ma supportato dalle proiezioni di gfs.bern - ha approvato oggi la legge federale che introduce l'imposizione individuale dei coniugi. Il "sì" non è però unanime nelle varie regioni del Paese.

(Keystone-ATS) A livello di singoli cantoni, i più entusiasti sono Vaud (68,5% di “sì” – dato parziale), Ginevra (67,8%), Neuchâtel (67,4%) e Basilea Città (66,9%). I più scettici sono invece Appenzello Interno (67,8% di “no”), Uri (63,6%) e Svitto (63,4%). Ticino e Grigioni si situano tra i contrari, con rispettivamente il 53,4% e il 52,2% di “no”.

Entusiasmo in casa PLR

Tra i più entusiasti del risultato ci sono i Liberali radicali, e non poteva essere altrimenti, visto che l’impulso alla riforma è stato dato da una iniziativa popolare lanciata dalle donne PLR.

“È una domenica storica per la Svizzera”, affermano i Liberali radicali commentando l’introduzione dell’imposizione individuale, approvata dalle urne proprio nella Giornata internazionale dei diritti della donna. “È una vittoria enorme per la classe media, per le donne e per il PLR”, ha sottolineato la consigliera nazionale e co-presidente del partito Susanne Vincenz-Stauffacher (SG), citata in una nota.

Soddisfazione anche a sinistra: “Questo risultato segna la fine di un modello fiscale superato e ingiusto, che considerava le donne come una semplice appendice del marito”, afferma la consigliera nazionale ecologista Sophie Michaud Gigon (VD), citata in una nota.

Centro: la nostra iniziativa è la soluzione

Deluso del risultato è il Centro, che assieme all’UDC aveva combattuto la riforma. A loro avviso la soluzione passa per l’iniziativa popolare del Centro, attualmente in Parlamento, che mira anch’essa a eliminare la discriminazione fiscale delle coppie sposate. “La nostra proposta comporta meno oneri per le autorità e ha il vantaggio di riguardare solo il livello federale, non imporrebbe quindi nuovi oneri amministrativi ai Cantoni”, ha sottolineato la presidente del Gruppo parlamentare del Centro Yvonne Bürgin (ZH) in una intervista rilasciata alla SRF.

L’iniziativa non sarà quindi ritirata, ha precisato Bürgin. Secondo il presidente del partito Philipp Matthias Bregy (VS), il “sì” odierno rappresenta infatti “un ‘sì’ alla soppressione della penalizzazione del matrimonio e non un ‘sì’ al modello scelto”.

Penalizzazione del matrimonio

L’imposizione individuale mira a correggere la cosiddetta penalizzazione fiscale del matrimonio, un’ineguaglianza riconosciuta dal Tribunale federale già nel 1984 e che la politica cerca di risolvere da allora. Attualmente, le coppie sposate presentano un’unica dichiarazione dei redditi: a causa della progressione fiscale, il carico fiscale risulta superiore rispetto a quello di una coppia convivente con una situazione finanziaria analoga.

Il progetto adottato oggi in votazione prevede che i coniugi vengano tassati esattamente come i partner non sposati, compilando due dichiarazioni d’imposta separate. Questo principio sarà esteso anche alle imposte cantonali e comunali, che dovranno adeguare la loro legislazione entro il 2032.

E adesso?

Sulla penalizzazione fiscale del matrimonio non è ancora stata scritta l’ultima pagina. Se oggi è stata approvata la legge che introduce l’imposizione individuale, sul tema sono ancora pendenti ben due iniziative popolari.

La prima, delle donne PLR, chiede di ancorare l’imposizione individuale nella Costituzione. Consiglio federale e Parlamento chiedono di approvarla. Al momento non è ancora chiaro se la proposta sarà ritirata o meno.

La seconda iniziativa è, come accennato, stata lanciata dal Centro. Chiede anche che i coniugi non siano svantaggiati dal punto di vista fiscale rispetto alle persone non sposate. L’attuazione concreta spetterebbe al Parlamento. I possibili modelli dell’imposizione congiunta comprendono varie forme di splitting e il cosiddetto calcolo fiscale alternativo. Quest’ultimo modello verrebbe applicato nella fase transitoria, se tre anni dopo l’accettazione dell’iniziativa le disposizioni d’attuazione non fossero ancora pronte.

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