Ormai nell'aria da settimane, l'ora del sorpasso viene segnata da un primo sondaggio: il partito populista dell'estrema destra tedesca Alternative fuer Deutschland tocca il 16%, superando i socialdemocratici di mezzo punto, in un rilevamento della Bild.

E questo accade a poche ore dall'apertura del voto dei tesserati, chiamati da domani a pronunciarsi sulla Grosse Koalition di Angela Merkel. Una cancelliera di ottimo umore ha invece presentato alla stampa berlinese la futura segretaria generale della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente uscente del Saarland.

E nell'euforia del momento, si è spinta ad affermare che fosse "la prima donna ad occupare questa posizione nel partito". La correzione è arrivata qualche istante dopo, quando Merkel si è resa conto che il privilegio del primato fosse in realtà toccato a lei: "Ah...no. In effetti è la seconda! Questa è stata proprio una défaillance", ha dovuto aggiustare il tiro, nell'ilarità generale.

Tutt'altra atmosfera alla Willy Brandt Haus, dove i dati pubblicati dall'Insa completano lo scenario paradossale, che vede un partito uscito vincente dal tavolo con la Cdu e la Csu bavarese comunque punito dai suoi elettori, per l'infelice gestione della leadership.

Mandato via Martin Schulz - distrutto dal ruolo proprio dopo aver portato a casa un trofeo - la crisi non è finita, e da domani, in un clima segnato dallo scontro interno, i 463 mila iscritti sono chiamati a pronunciarsi sull'opportunità di partecipare a un governo, che affiderebbe loro sei ministri (Finanze incluse) e un programma molto socialdemocratico, nonostante la pesante sconfitta elettorale subita il 24 settembre.

Sarà di fatto un voto sul futuro dell'SPD, la questione che divide i socialdemocratici, che proprio sull'opzione da scegliere per garantirsi la ripresa sono profondamente divisi. Spinti dai giovani di Kevin Kuhnert molti ritengono che l'unica salvezza sia all'opposizione.

Mentre tutto l'establishment, guidato in via commissariale da Olaf Scholz, crede che l'SPD debba tornare al governo ed evitare il nuovo drammatico tonfo cui sarebbe esposto se si scegliesse la via delle nuove elezioni.

Intanto, di fronte ai numeri pubblicati dall'Insa, i populisti di Alice Weidel hanno subito marcato il riposizionamento di Alternative fuer Deutschland, che fa da sponda ai "patrioti" anti-islamici di Pegida: "Adesso siamo noi il partito di massa, siamo la seconda forza politica del paese". È chiaro però che ci sia una componente di protesta nella crescita degli ultimi giorni.

L'SPD è precipitato al 15,5% mentre Afd è salito al 16. In altri sondaggi è fermo al 13. Della crisi dell'Spd approfittano un po' tutti: e anche la Cdu è salita di oltre due punti al 32,5%. Una leggera ripresa che può aiutare Merkel, da giorni sotto pressione proprio per le troppe concessioni fatte ai futuri alleati. La mossa di oggi, con il passo indietro di Peter Tauber e l'annuncio di promuovere la Karrembauer nel partito, è stata definita da alcuni osservatori come "coraggiosa".

La cancelliera indirizza il partito verso il futuro con la nuova segretaria generale, che dovrà esser votata il 26 febbraio al congresso. "Ci conosciamo da tempo, e ci fidiamo l'una dell'altra", ha affermato, sgombrando il campo però da teorie troppo spinte sui cambiamenti: "non vedo rivoluzioni davanti a noi", ha affermato.

E a chi ha accennato alla successione in cancelleria, chiedendo se la fidata Annegret possa puntarci, ha risposto: "Questo è il vostro privilegio, siete sempre tre giri avanti. Io ho troppe cose fra le mani di cui occuparmi, per venire a capo della giornata".

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