In Giappone premier Takaichi valuta scioglimento Camera bassa
La premier giapponese Sanae Takaichi sta valutando lo scioglimento della Camera bassa in concomitanza con l'apertura della sessione ordinaria della Dieta, prevista per il 23 gennaio, con l'obiettivo di indire elezioni anticipate entro febbraio.
(Keystone-ATS) Lo riferiscono fonti governative e del Partito Liberal-democratico (Ldp), riportate dai media nipponici, citando l’attuale tasso di gradimento del suo governo – oltre il 70% secondo i sondaggi nazionali – come principale fattore strategico.
La coalizione di governo, formata dall’Ldp e dal Partito dell’Innovazione giapponese (Jip), detiene attualmente un’esile maggioranza nella più influente Camera del Parlamento: 233 seggi su 465, ed è in minoranza anche al Senato. Due scenari elettorali circolano tra gli addetti ai lavori: campagna ufficiale dal 27 gennaio con voto l’8 febbraio, oppure avvio il 3 febbraio e scrutinio il 15.
Tuttavia, la mossa non è priva di rischi, fa notare la stampa locale. Lo scioglimento anticipato potrebbe ritardare l’approvazione della legge di bilancio per l’esercizio 2026, già oggetto di un fragile accordo con il Partito democratico per il Popolo (Dpff), il cui leader, Yuichiro Tamaki, ha criticato l’ipotesi di elezioni immediate, definendola “contraddittoria” rispetto agli impegni assunti.
Sullo sfondo, cresce inoltre la tensione geopolitica con la Cina, dopo le recenti dichiarazioni di Takaichi sulla sicurezza nella regione dell’Asia-Pacifico e il possibile intervento a difesa di Taiwan, che ha compromesso i rapporti con il Paese vicino. In questa direzione, un rafforzamento del mandato parlamentare servirebbe a consolidare la posizione del Giappone in un contesto regionale sempre più instabile.