Incide sul morale delle spie israeliane il processo in corso a Losanna

Nel disegno l'agente sotto processo al Tribunale federale di Losanna (a sinistra) insieme al suo avvocato Keystone

Gli agenti segreti israeliani minacciano uno sciopero dello zelo per protestare contro il processo in corso a Losanna. Uno di loro era stato sorpreso a Berna due anni fa mentre tentava di intercettare le telefonate di uno svizzero d’origine libanese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2000 - 17:02

Secondo la radio di stato israeliana, agenti segreti israeliani che operano all’estero stanno pensando di rifiutare missioni particolarmente delicate all’estero. Le spie sono furiose contro il governo per avere consegnato alla giustizia svizzera l’agente processato a Losanna e ritengono che le autorità non forniscano loro sufficiente copertura.

L’agente israeliano, noto con lo pseudonimo di Isaac Bental o Jack Track a seconda base dei passaporti esibiti per entrare in Svizzera, è accusato di azioni compiute illegalmente per uno Stato estero, di spionaggio, di tentativo di intercettazione e di registrazione di conversazioni e di uso di documenti falsi. Interrogato lunedì, l’indiziato ha ammesso i fatti. La sentenza è attesa per venerdì.

Sempre secondo la radio israeliana, gli agenti sono frustrati a causa della diminuzione del volume delle attività del Mossad in seguito all’affare Mechaal, il capo dell’ufficio politico dei palestinesi di Hamas, vittima di un attentato mancato del Mossad ad Amman, in Giordania, nel settembre del 97.

Il viceministro israeliano della difesa ha risposto alle accuse assicurando che le spie godono di tutto l’appoggio del governo israeliano.

swissinfo e agenzie

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