Inferno di fuoco su traghetto in Adriatico, 1 morto e feriti
(Keystone-ATS) Un incendio partito dai garage della nave ha trasformato il traghetto Norman Atlantic, in servizio tra la Grecia e l’Italia, in un inferno di fuoco e fumo: dopo 18 ore è stata recuperata una vittima, la nave è ancora in fiamme e a bordo restano oltre 300 persone. È una corsa contro il tempo: se non si riesce a domare definitivamente l’incendio, non è certo che la nave resti a galla il tempo necessario per evacuare tutti.
L’incubo è iniziato alle 4.30 del mattino a una ventina di miglia dalle coste dell’Albania: il traghetto, di proprietà della società armatrice Visemar di navigazione, era partito da Patrasso e, dopo una sosta ad Igoumenitsa, era atteso ad Ancona alle 17. Sul traghetto c’erano 478 persone, di cui 422 passeggeri e 56 membri dell’equipaggio. Quasi la metà dei viaggiatori erano greci. Fra i passeggeri anche una decina di svizzeri.
L’incendio si è propagato molto velocemente raggiungendo i ponti superiori. Il traghetto è diventato immediatamente ingovernabile e il comandante ha dichiarato l’abbandono nave. Nonostante questo da bordo sono riusciti a calare una sola scialuppa, con cui sono state messe in salvo una quarantina di persone. L’equipaggio sarebbe anche riuscito a contenere il fuoco al ponte 5, ma le altissime temperature e soprattutto il fumo denso rischiano di trasformare il traghetto in una bara d’acciaio per centinaia di persone.
Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo; forse un corto circuito, forse un problema ad uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d’olio. Secondo alcuni camionisti il traghetto era sovraccarico e la “parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì”.
E sarà sempre l’inchiesta a chiarire se vi siano state delle carenze alle porte tagliafuoco: un’ispezione effettuata 10 giorni fa dall’organizzazione internazionale “Paris Mou” aveva evidenziato un “malfunzionamento” proprio delle strutture che devono impedire alle fiamme di propagarsi. Ma l’armatore della nave, Carlo Visentini, smentisce: “Il problema c’era ma è stato subito risolto. Il traghetto era pienamente funzionante”.
“Siamo sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l’incendio si sta estendendo sempre di più, i pavimenti sono bollenti e non so se ce la faremo” ha raccontato Yorgos Stiliaras, uno dei passeggeri greci a bordo. “Le scarpe si stanno fondendo e non possono portarci via – ha aggiunto un altro – il tempo è troppo brutto, c’è molto fumo e abbiamo molte difficoltà a respirare, non si vede nulla”.
L’unica vittima al momento accertata è un greco: si tratta di Georghios Doulis, un uomo che è morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Una motovedetta a porato a Brindisi i 4 feriti più gravi: due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di Porto. Con gli elicotteri sono stati trasferiti in Italia anche diversi bambini e donne che presentavano sintomi di ipotermia.
A rendere ancora più difficili i soccorsi, coordinati dall’Italia, sono state anche le condizioni meteo proibitive. Per tutta la mattina il mare forza 7-8 ha alzato onde di oltre cinque metri, rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento alla nave in fiamme.
Nel pomeriggio le condizioni sono leggermente migliorate ma il vento di 35-40 nodi e la visibilità scarsa ha costretto i soccorritori ad operare solo con gli elicotteri. I velivoli per tutto il giorno hanno così fatto la spola tra il traghetto e le navi presenti in zona. L’arrivo del buio ha costretto ad un ulteriore rallentamento delle operazioni, anche se nel tardo pomeriggio uno dei rimorchiatori partiti da Brindisi, dopo ore di tentativi, è finalmente riuscito ad agganciare il traghetto, che si trovava a circa 13 miglia delle coste di Valona.