Inflazione: stabile allo 0,1% in febbraio in Svizzera
L'inflazione si mantiene stabile in Svizzera: il rincaro su base annua si è attestato allo 0,1% in febbraio, lo stesso livello registrato in gennaio e in dicembre, quando era lievemente salita dopo lo 0,0% di novembre.
(Keystone-ATS) Stando ai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST), nel secondo mese dell’anno l’indice dei prezzi al consumo ha totalizzato 100,6 punti. La progressione annua è nella fascia alta delle aspettative: gli analisti interpellati dall’agenzia Awp scommettevano infatti su valori compresi fra -0,1% e +0,1%. A livello mensile i prezzi sono saliti dello 0,6%, valore che supera le stime: i pronostici andavano infatti da +0,3% a +0,5%. Gennaio aveva segnato -0,1%.
Secondo gli esperti dell’UST la crescita dell’indice rispetto al mese precedente è riconducibile a vari fattori, tra cui l’aumento degli affitti delle abitazioni e dei prezzi dei trasporti aerei. Più care sono diventate anche le tariffe nel settore alberghiero e paralberghiero, come pure i viaggi forfetari internazionali. Maggiormente a buon mercato si sono invece rivelati gli ortaggi e i succhi di frutta.
Più in dettaglio, interessante è l’evoluzione dei prodotti alimentari, che mettono a referto un +0,1% mensile e un -0,3% annuo, così come quella del comparto abitazione ed energia (rispettivamente +0,4% e +0,7%), che comprende le pigioni, un punto di spesa che tende a diventare costantemente più caro in Svizzera.
Come si ricorderà l’inflazione in media annua si è attestata nel 2025 allo 0,2%, un dato che fa seguito all’1,1% del 2024 e al 2,8% del 2022 (massimo da 30 anni). L’ultimo valore negativo risale al 2020, quando era stato registrato -0,7%.
L’indicatore elvetico di febbraio è a livelli sensibilmente inferiori di quelli dell’Eurozona (1,9%, in rialzo dall’1,7% di gennaio), mentre riguardo agli Stati Uniti non sono ancora disponibili dati aggiornati (anche per via dello shutdown, la paralisi delle attività governative americane, per problemi di bilancio): in dicembre il dato era al 2,9%.
Tornando in Svizzera, in febbraio i prezzi dei prodotti indigeni sono saliti dello 0,6% nel confronto con gennaio, mentre quelli dei prodotti importati sono progrediti dello 0,8%. Su base annua i primi segnano +0,6%, i secondi -1,6%. Lo zoccolo dell’inflazione – che nella definizione dell’UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti – mostra una variazione rispettivamente di +0,2% (mese) e di +0,4% (anno).
L’UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell’Unione europea, con l’obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva febbraio presenta un rincaro del +0,5% (mese) e di un analogo +0,5% (anno).
Il rincaro stabilito dall’UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi. Come noto l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che anche nel 2026 è in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.
L’inflazione è monitorata con attenzione dalla Banca nazionale svizzera (BNS), che persegue come obiettivo la stabilità dei prezzi, che essa intende come una variazione compresa tra lo 0 e il 2%. A partire dal 2024 l’entità guidata dal presidente della direzione Martin Schlegel ha operato sei tagli successivi del tasso guida (l’ultimo lo scorso 19 giugno), che hanno portato l’indicatore allo 0,0%. Negli ultimi due esami trimestrali della situazione economica e monetaria, in settembre e in dicembre, la BNS ha lasciato invariato il costo del denaro. Il prossimo appuntamento è in programma il 19 marzo.
La Banca nazionale si aspetta un lieve aumento dei prezzi nell’anno in corso: il rincaro è atteso allo 0,3%. Ulteriori attori quale la Seco, Economiesuisse, UBS e altri istituti scommettono su valori compresi fra 0,2% e 0,6%.