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Integrazione: Simonetta Sommaruga vuole regole più severe

(Keystone-ATS) BERNA – La consigliera federale Simonetta Sommaruga vuole un giro di vite nella politica di integrazione. La concessione o la proroga di un permesso di soggiorno, afferma la neo ministra di giustizia in un’intervista alla “SonntagsZeitung”, deve sottostare a condizioni ben precise. Tra queste l’obbligo di scolarizzazione dei figli. Dispense dalle lezioni di nuoto o di ginnastica per motivi religiosi non dovrebbero più essere possibili.
Questi obiettivi, afferma Simonetta Sommaruga, potrebbero essere raggiunti grazie all’articolo sull’integrazione contenuto nel controprogetto all’iniziativa UDC sull’espulsione dei criminali stranieri, su cui si voterà il 28 novembre. “Bisogna dare agli stranieri l’opportunità di integrarsi, ma in cambio devono accettare il nostro stato di diritto”.
“Le nostre regole vanno rispettate”, in particolare l’obbligo scolastico. “I bambini devono seguire tutte le materie. Niente dispense “per motivi religiosi, o per altre ragioni”, dalle lezioni di nuoto. I cantoni, attualmente responsabili della materia, “già oggi si muovono in questa direzione”. Dove necessario, spiega la consigliera federale, “dobbiamo anche avere la possibilità di costringere gli immigrati ad imparare la nostra lingua”.
L’integrazione va applicata in modo più efficace e un mezzo per raggiungere lo scopo “è di vincolare la concessione o la proroga del permesso di soggiorno al rispetto delle regole”. Non si tratta soltanto di esercitare pressioni: “è nell’interesse di tutti che persone – che vivono qui – siano in grado di camminare con le proprie gambe”.
Secondo Simonetta Sommaruga, “convenzioni di integrazione” potrebbero essere applicate in linea di principio in tutto il paese, ma solo in accordo con i cantoni. Ma non bisogna nemmeno reagire in modo eccessivo: “non tutti gli stranieri che vengono in Svizzera sono potenziali casi problematici. Siamo ben lontani da quella situazione”.

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