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L'estate secondo il Böögg: non troppo bella

Il Böögg, ormai avvolto dalle fiamme, poco prima della sua esplosione il 18 aprile 2005

(Keystone)

Bruciato nel corso del «Sechseläuten», la tradizionale festa primaverile di Zurigo, il Böögg – un pupazzo bianco come l'inverno – ha perso tardi la sua testa.

Per chi ci crede, l'estate non sarà dunque un gran che. Ospite d'onore al «Sechseläuten» di quest'anno è stato il canton Friburgo.

I tempi in cui le stagioni ritmavano l'esistenza umana sono ormai passati, ma il loro ricordo è mantenuto vivo da tradizioni che non sembrano perdere smalto nemmeno con il passare degli anni.

Una di queste è il Sechseläuten di Zurigo. Il Böögg, un pupazzo che rappresenta l'inverno, viene bruciato al termine di una giornata caratterizzata corporazioni da sfilate in costumi d'epoca.

Come da tradizione, il Bögg è stato messo al rogo alle 18 in punto. 17 minuti e 51 secondi dopo la sua testa esplodeva, segno, secondo la gente, che l'estate non sarà particolarmente bella.

Più in fretta il Böögg perde la testa, più calda sarà l'estate: così recita il detto popolare. Una previsione che non sempre colpisce nel segno, ma che si è trasformata in realtà nel 2003, quando la testa del pupazzo esplose dopo soli 5 minuti e 42 secondi. Quella del 2003 si è rivelata una delle estati più calde degli ultimi cent'anni.

Friburgo ospite d'onore

Accanto alle tradizionali corporazioni della città di Zurigo, la festa primaverile della città sulla Limmat ospita un cantone diverso ogni anno. Questa volta l'onore è toccato al canton Friburgo, che ha approfittato dell'occasione per sottolineare il suo ruolo di ponte tra la Svizzera occidentale e la Svizzera orientale.

Al suo interno, infatti, scorre il cosiddetto «fossato dei rösti» che separa la Svizzera di lingua tedesca da quella di lingua francese, un fossato che per essere superato ha bisogno per l'appunto di un ponte. A Ruth Lüthi, presidente del Consiglio di Stato friburghese, è toccato il compito di accendere la pira sulla quale era stato issato il Böögg.

Altro ospite d'onore, il Politecnico federale di Zurigo, che quest'anno festeggia i suoi 150 anni. Il Consiglio federale era rappresentato da Christoph Blocher, zurighese, che è ormai un'ospite fisso della manifestazione. Anche il capo dell'esercito, Christoph Keckeis, ha assistito alla messa al rogo del Böögg.

Cortei al maschile

Le corporazioni che tradizionalmente sfilano durante il Sechseläuten sono composte di soli uomini. Dal 1999 un corteo femminile si snoda su un percorso differente prima del corteo ufficiale. In nome della tradizione, le donne continuano ad essere escluse dalla sfilata principale.

Quest'anno, circa 3500 uomini in costume, appartenenti alle 26 corporazioni zurighesi, e 1000 bambini hanno percorso su carri fioriti, a cavallo o a piedi i sette chilometri che portano dal punto di partenza della sfilata alla piazza del Sechseläuten.

Il corteo, del quale facevano parte anche 50 carrozze e 500 cavalli, è stato accompagnato da 1300 musicisti e un centinaio di ospiti d'onore. Allo spettacolo hanno assistito migliaia di persone.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

«Sechseläuten» significa «suonare alle sei»: con l'arrivo della primavera, per segnalare la fine della giornata lavorativa, l'orologio della cattedrale di Zurigo veniva fatto suonare alle 18 e non più alle 17 come in inverno.
In genere i festeggiamenti durano quattro giorni e hanno luogo il terzo finesettimana di aprile.
Il «Sechseläuten» culmina il lunedì pomeriggio con la messa al rogo del Bögg.
Se la testa del Böögg esplode rapidamente, l'estate seguente sarà bella e calda.
Quest'anno il Böögg ha perso la testa dopo 17 minuti e 51 secondi: l'estate 2005 non sarà un gran che.

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In breve

Alto 3,4 metri, il «Böögg» ha la forma di un pupazzo di neve. È costruito in legno, ovatta e cartapesta ed è riempito di petardi. Innalzato sopra una catasta formata da 5000 fasci di rami secchi, il fantoccio ha la testa rivolta in direzione del campanile della chiesa di St. Peter. Il fuoco viene appiccato alla catasta alle 18.00 in punto.

L'atto simbolico di bruciare l'inverno è conosciuto anche in altre regioni della Svizzera. In Valposchiavo (Grigioni italiano) si bruciano la «Vegia» in concomitanza con la fine del carnevale ambrosiano e il «Popocc da marz» il primo giorno di marzo. A Monthey (Svizzera francese) l'inverno viene processato e bruciato alla fine del carnevale.

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