Lanciata una nuova iniziativa contro l’acquisto degli F-35
L'associazione "No agli F-35" ha lanciato una nuova iniziativa popolare volta a bloccare l'acquisto degli aerei da combattimento americani. La raccolta delle firme prende il via oggi.
(Keystone-ATS) La Cancelleria federale ha pubblicato stamane sul Foglio federale il testo dell’iniziativa, in cui si afferma che la Confederazione deve rinunciare all’acquisto dei caccia F-35 e adeguare di conseguenza il budget dell’esercito. Il termine per la consegna delle firme scadrà alla fine di ottobre 2027.
L’iniziativa è sostenuta da oltre 220 persone, molte delle quali avevano già appoggiato la precedente proposta chiamata “Stop F-35”. Quest’ultima, che aveva raccolto 133mila firme ed era formalmente riuscita, era stata ritirata nel settembre 2022, a pochi mesi dall’attacco di Putin in Ucraina, ha dichiarato nel pomeriggio sulla Piazza federale Paolo Gilardi, del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GssE). Una decisione presa all’indomani della firma del contratto per l’acquisto di 36 caccia F-35.
Sono seguiti quattro anni di trattative con i fornitori statunitensi. Una “rocambolesca saga” – ha detto Gilardi – costellata da superamenti di spesa, ripensamenti legati ai dazi Usa e alla decisione del Consiglio federale di ridurre il numero di aerei da acquistare.
Sergi: “legame tra riarmo e tagli nel sociale”
“Il governo della Svizzera neutrale e pacifica sta organizzando un acquisto di armamenti con il governo che di recente, ossia alla fine di febbraio, ha lanciato una guerra illegale contro l’Iran”, ha affermato Gilardi, secondo il quale è il momento di ridare la parola al popolo.
L’associazione sottolinea di aver già chiesto più volte al Consiglio federale l’ammontare delle spese per i jet e richiesto informazioni sul calendario e sul contratto. Non essendo ancora pervenuta nessuna risposta, “No agli F-35” ha deciso di riproporre oggi le stesse domande.
Al lancio della nuova iniziativa a Berna ha preso parte anche il gran consigliere ticinese Pino Sergi (Movimento per il socialismo), che a nome dei Cantoni che come il Ticino risentono in maniera forte dei cambiamenti in atto ha sottolineato il legame esistente fra la politica del riarmo e i tagli nei vari ambiti del sociale, dalla sanità, all’istruzione, all’ecologia.