Lavrov, “l’Istituto Goethe in Russia sarà chiuso”
Tutte le sedi dell'Istituto Goethe saranno chiuse in Russia in risposta alla chiusura del Centro culturale russo - la Casa Russia - di Berlino. Lo ha annunciato il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, citato da Interfax.
(Keystone-ATS) I tedeschi “stanno intraprendendo deliberatamente un passo che, lo devono capire, significa la fine della loro presenza culturale nella Federazione Russa”, ha sottolineato Lavrov parlando all’Eastern Economic Forum di Vladivostok.
Questi si è poi detto “sbalordito” dalle affermazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla rinascita della potenza militare tedesca. “Sono rimasto semplicemente sbalordito. Abbiamo visto le metastasi del nazismo riemergere in Germania. Ma quando il cancelliere Merz ha dichiarato che avrebbe reso la Germania di nuovo la principale potenza militare in Europa, sono rimasto semplicemente sbalordito”, ha affermato il ministro degli esteri russo.
“Perché se questa persona non comprende il significato della parola ‘di nuovo’ in questo contesto, ciò è molto triste ed estremamente pericoloso per l’Europa”, ha chiarito il ministro, ripreso dall’agenzia Tass.
Lavrov ha anche sottolineato che la Russia “non supplicherà” l’Europa per riprendere la cooperazione economica: “questo non accadrà; è completamente estraneo al DNA del nostro popolo. Abbiamo il nostro orgoglio”, ha affermato, citato da Ria Novosti.
“Ripeto, restiamo aperti ai contatti con chiunque voglia sinceramente mettere da parte l’ideologia, le interpretazioni politiche errate e distorte, e concentrarsi sugli interessi reali, che risiedono principalmente nelle sfere economica e sociale”, ha aggiunto il capo della diplomazia russa.
Intanto il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, commentando la decisione del governo tedesco di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre, ha dichiarato all’emittente televisiva Vesti che la Russia non avvierà un declassamento delle relazioni diplomatiche con la Germania: “non credo che saremo noi a farlo”.
“Sembra tutto incoerente e assurdo. Soprattutto considerando che non sono stati presentati argomenti o prove convincenti a sostegno delle accuse mosse dal ministro degli interni tedesco”, ha dichiarato Peskov. “È improbabile che la decisione rafforzi la posizione di Merz o salvi la sua carriera politica”, ha concluso il portavoce del Cremlino.