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Libano: sei morti nei raid israeliani nel sud

Keystone-SDA

Sei persone, tra cui un bambino, sono state uccise oggi in due raid israeliani su un villaggio nel sud del Libano, che l'esercito israeliano aveva ordinato di evacuare nonostante il cessate il fuoco; lo ha riferito il Ministero della Salute libanese.

(Keystone-ATS) Secondo un comunicato del Ministero, altre otto persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite in questi attacchi su Habboush. L’agenzia di stampa ufficiale libanese (ANI) ha riferito di “una serie di intensi raid (…) poco meno di un’ora dopo l’avvertimento” israeliano. A Habboush, un fotografo dell’AFP ha visto volte di fumo levarsi a seguito dei bombardamenti.

L’ANI ha dato notizia di altri raid e tiri di artiglieria su altre località del sud, tra cui uno sulla città costiera di Tiro, nonostante il cessate il fuoco tra Hezbollah filo-iraniano e Israele, in vigore dal 17 aprile. Ieri, 17 persone erano state uccise in raid nel sud, dove l’esercito israeliano ha stabilito una zona larga 10 km a partire dalla frontiera – vietata alla stampa e alla popolazione – in cui effettua operazioni di demolizione.

Distruzioni sono state segnalate a Shamaa ma anche a Yaroun dove, secondo l’agenzia ANI, sono stati demoliti un monastero, una scuola privata, case, negozi e strade. Israele afferma di voler proteggere la sua regione settentrionale da Hezbollah, che continua a rivendicare attacchi contro posizioni israeliane in Libano e, più raramente, contro il territorio israeliano.

In virtù dell’accordo di cessate il fuoco, Israele si riserva “il diritto di adottare, in qualsiasi momento, tutte le misure necessarie per legittima difesa contro attacchi pianificati, imminenti o in corso”, una clausola contestata da Hezbollah. L’esercito israeliano ha annunciato ieir la morte “in combattimento” di uno dei suoi soldati nel sud del Libano, il quarto dall’entrata in vigore del cessate il fuoco.

Il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio oggi, indicando che oltre 2600 persone sono state uccise dalla ripresa delle ostilità tra Hezbollah e Israele, avvenuta il 2 marzo, nel contesto della guerra in Medio Oriente. Secondo questa fonte, tra le vittime figurano 103 soccorritori.

“Che una persona che tenta di salvare vite umane, di alleviare la sofferenza umana, possa essere presa di mira (…) è una cosa che trovo assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato ai giornalisti nei pressi di Beirut il vicesegretario generale della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), Xavier Castellanos.

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