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Medicina di famiglia: iniziativisti delusi da controprogetto

(Keystone-ATS) I promotori dell’iniziativa popolare “Sì alla medicina di famiglia” si dicono delusi del controprogetto presentato dal Consiglio federale: a loro avviso la proposta del governo non tiene conto a a sufficienza delle rivendicazioni di cui l’iniziativa si fa portavoce e non offre alcuna soluzione al previsto rischio di penuria di medici di famiglia.

In una conferenza stampa odierna a Berna i rappresentanti del comitato d’iniziativa hanno accusato il Consiglio federale di usare il controprogetto per portare avanti la sua agenda politica, introducendo ad esempio temi come il managed care (reti integrate) o lo scambio di dati elettronici che non hanno nulla a che vedere con la proposta di modifica costituzionale.

Le richieste dell’iniziativa – depositata il primo aprile 2010 con oltre 200’000 firme raccolte in soli cinque mesi – non sono invece state ascoltate, ha affermato il presidente del comitato Peter Tschudi. Nulla viene detto per esempio sulla formazione e il perfezionamento professionale dei medici. Invece che rafforzare la medicina di famiglia il controprogetto amplia – svalutandolo – il concetto di offerta medica di base.

Il governo afferma inoltre che l’iniziativa comporterebbe un aumento dei costi: questo mentre tutti gli studi effettuati a livello mondiale dimostrano che i modelli sanitari basati sul medico di famiglia sono i meno cari, ha affermato Tschudi. Oggi il settore risolve il 90% dei problemi della popolazione elvetica impiegando il 7% delle risorse complessive destinate alla sanità.

Gli iniziativisti si dicono quindi “profondamente delusi”: il ritiro della loro proposta non è perciò in discussione, ha affermato Tschudi. Il controprogetto è in procedura di consultazione fino al 6 giugno.

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