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Peter Frey: Musik / Aarauer Kultur, CH 2004
Ruedi Wyss: Laurie Anderson / Dampfzentrale Berna, CH 2006
Advico Young & Rubicam AG / Ruedi Külling: Bic, CH 1961
Walter Ballmer: Stile Olivetti / Neue Sammlung München, D 1961
Lora Lamm: Saldi, I 1957
David Carson: Life + Death + Fashion / David Carson at Fabrica, I 1997
Vince Frost: F / Vince Frost, GB 1999
Wes Wilson: The Association / Fillmore Auditorium, USA 1966
Atelier Populaire: CRS SS, F 1968
Anonym: News of the World, GB ca. 1940
Max Bill: Allianz / Kunsthaus Zürich, CH 1947
Catherine Zask: Les trois soeurs, F 2003
Ris Bas Backer / José Albergaria: Festival international de l’affiche et des arts graphiques / Chaumont, F 2004
Armin Hofmann: BN / Willi Baumeister / Ernst Wilhelm Nay / Kunsthalle Basel, CH 1960
Peter von Arx, Max Mathys (Foto): Sidney und Harriet Janis Collection / Theo Eble / Kunsthalle Basel, CH 1970
Quando i cartelloni diventano opere d'arte.
Questo contenuto è stato pubblicato al
08 settembre 2010 - 09:50
Nel contesto della corrente estetica del Bauhaus (1919-1933) i caratteri tipografici nei cartelloni hanno assunto un’importanza particolare. Poi negli anni 60′ sono nate nuove forme espressive. I cartelloni sono degli affascinanti mezzi di sperimentazione. Un assaggio con l’esposizione presentata dal Museum für Gestaltung di Zurigo. (© allestitori della mostra/Max Bill: Pro Litteris, Zürich)
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