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Nei Grigioni mancano posti per Jenisch e Sinti

Keystone-SDA

Nel suo ultimo rapporto annuale la Fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri" arriva alla conclusione che nei Grigioni mancano due aree di sosta e 30 posti per le comunità Jenisch e Sinti. Secondo il presidente del Governo grigionese, Martin Bühler (PLR), la ricerca di nuove zone è in corso.

(Keystone-ATS) Nel documento pubblicato nelle scorse settimane la Fondazione afferma che: “La domanda di aree di sosta rimane elevata, perché le nuove generazioni hanno bisogno di spazi abitativi. In particolare, la domanda è alta nella valle del Reno – da Maienfeld a Thusis – e nella parte inferiore della Prettigovia”. Inoltre la richiesta di aree di passaggio nella Valle del Reno non può essere soddisfatta solo dall’infrastruttura a Bondauz, che d’inverno rimane chiusa. “È necessaria una seconda area di passaggio tra Maienfeld e Coira”, conclude la Fondazione. Questa richiesta era stata formulata anche lo scorso marzo da Daniel Huber, presidente della “Radgenossenschaft der Landstrasse” durante un convegno a Coira.

Ricerca in collaborazione con i Comuni

L’agenzia Keystone-ATS ha interpellato in merito Bühler. “Il Cantone sta cercando di individuare nuove aree di sosta. Abbiamo fatto valutare possibili siti lungo questo perimetro.” La ricerca si svolge coinvolgendo anche i Comuni. “Sono loro che devono creare le condizioni di pianificazione territoriale”. I Comuni sono inoltre spesso anche proprietari di potenziali superfici per le comunità nomadi.

Dato che non si tratta solo di questioni cantonali, al momento non è possibile indicare un orizzonte temporale preciso per la creazione di nuove aree. Il Cantone, ha assicurato il presidente del Governo, continuerà a sondare le possibili opzioni. “È importante sottolineare che il Cantone si impegna in modo attivo, affinché l’esistenza dei siti di Bonaduz, Cazis, Coira, Domat/Ems e Zillis-Reischen continui ad essere garantita a lungo termine”, ha affermato iancora Bühler.

I pregiudizi, un’ulteriore difficoltà

Secondo il presidente del Governo grigionese, la creazione di nuovi posti di sosta presenta diverse sfide: si devono creare i presupposti pianificatori e convincere i proprietari dei terreni che un’area per le comunità nomadi è utile e non è un onere. Bühler ha aggiunto, che è un segreto di Pulcinella che “in alcuni luoghi vi sono pregiudizi nei confronti della popolazione nomade. Vorrei sottolineare che nelle attuali aree di sosta non si verificano problemi che non si riscontrino anche nel resto della popolazione locale”.

Le autorità cantonali stanno portando avanti un lavoro di convincimento, partecipando “in modo sostanziale” agli investimenti. “Il Cantone sostiene finanziariamente i Comuni che dispongono di un’area di sosta, in modo che non si creino svantaggi”.

Il Cantone dei Grigioni ha una responsabilità storica nei confronti delle comunità Sinti, Jenisch e Roma. Fra il 1926 e il 1972 nell’ambito del progetto “Bambini della strada” sostenuto da Pro Juventute 586 bambini vennero allontanati dalle loro famiglie e trasferiti in orfanotrofi o in case famiglia. La metà di loro provenivano dai Grigioni.

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