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Nessun accordo dopo 21 ore di negoziati in Pakistan

Keystone-SDA

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che la delegazione negoziale USA ha lasciato il Pakistan senza aver raggiunto un accordo con l'Iran, al termine di 21 ore di colloqui. Il mancato accordo mette a rischio una fragile tregua di due settimane.

(Keystone-ATS) L’annuncio di Vance è arrivato da Islamabad nel pieno della notte, e gela il mondo. “La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un’intesa, e credo che sia una cattiva notizia molto più per l’Iran che per gli Stati Uniti”, ha affermato Vance parlando con i giornalisti al termine dei negoziati. “Torniamo negli Stati Uniti senza un accordo. Abbiamo chiarito molto bene quali sono le nostre linee rosse.”

Secondo il vicepresidente USA, “non c’è stata la ‘promessa definitiva’ da parte dell’Iran riguardo all’abbandono dell’arma nucleare”. “Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili e accomodanti, ma non siamo riusciti a compiere progressi”, ha poi aggiunto – secondo quanto riferisce la versione online di Al Jazeera – prima di lasciare il Pakistan.

“Ci era evidente fin dall’inizio che non bisognava aspettarsi di avere un accordo in una sola sessione di negoziati. Nessuno se lo aspettava”, ha detto dal canto suo il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, alla TV di Stato iraniana. “Sono sicuro che i nostri contatti con il Pakistan, come con i nostri altri amici nella regine, andranno avanti”.

Le “richieste irragionevoli” degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della TV di Stato iraniana, secondo quanto riporta Al Jazeera.

“Diplomazia non finisce mai”

Oltre 20 ore di colloqui tra Stati Uniti e Iran non hanno portato a risultati concreti, dunque, ma “la diplomazia non finisce mai”, ha sottolineato Baqaei alla TV di Stato IRIB, spiegando che durante i negoziati a Islamabad le due parti hanno “raggiunto un’intesa su diverse questioni, ma su due o tre punti principali sono emerse divergenze di opinione, che alla fine hanno impedito un accordo”.

“Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto” ha ribadito Baqaei, aggiungendo quindi che “diplomazia è uno strumento che serve a proteggere gli interessi nazionali, e i diplomatici devono svolgere il loro dovere sia in tempo di guerra che di pace”.

Il ministro degli esteri pakistano, al termine dei colloqui, è intervenuto ribadendo che Washington e Teheran devono rispettare l’accordo di cessate il fuoco, nonostante il round di negoziati tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente sia fallito.

“È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco”, ha affermato Ishaq Dar, il cui governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore.

“Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America nei giorni a venire”, ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.

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