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Oggi colloqui tra USA e Iran a Islamabad

Keystone-SDA

Sono in programma oggi a Islamabad i colloqui tra Iran e USA, volti a trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente. Le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell'avvio formale dei negoziati.

(Keystone-ATS) I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto, riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio.

Le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.

La delegazione di Teheran a Islamabad è composta da 71 persone, precisa Tasnim, citata da Al Jazeera sul proprio sito web. La squadra negoziale è guidata dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Secondo l’agenzia di stampa iraniana, tra i negoziatori figurano, tra gli altri, anche il ministro degli esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il segretario del Consiglio Supremo di difesa nazionale Ali Akbar Ahmadian.

A rappresentare gli Stati Uniti invece ci sarà il vice presidente JD Vance, insieme a Steve Witkoff e a Jared Kushner.

“Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo”, ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad, stando a quanto riportato dalla TV di Stato iraniana. “La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute”, ha dichiarato Ghalibaf.

Ruolo chiave di Vance

Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo di J.D. Vance nel promuovere una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l’avvio dei colloqui a Islamabad, scrive la CNN.

La fonte, a conoscenza del processo negoziale, ha riferito che, secondo le stime, saranno necessari alcuni giorni di negoziati per raggiungere un accordo e che i funzionari pakistani sperano di convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire a tale obiettivo.

Separatamente, un’altra fonte del Golfo ha dichiarato che gli iraniani nutrono scarsa fiducia nell’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli negoziali con l’Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese.

Anche per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione statunitense “è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra”. Secondo fonti, per i mediatori iraniani Witkoff e Jared Kushner li avrebbero ingannati e che, data l’importanza di Vance e il suo scetticismo riguardo all’entrata in guerra, il coinvolgimento del vicepresidente potrebbe favorire dei progressi.

La mediazione che inizierà oggi, per Axios, è “la più grande sfida della carriera” del vicepresidente USA: “negoziare un accordo con l’Iran per risolvere la controversia nucleare e porre fine alla guerra”.

Tensioni alla vigilia dei colloqui

Alla viglia dei colloqui Trump intanto ha nuovamente attaccato Teheran sullo stallo a Hormuz, accusando il regime di non rispettare gli accordi e ha minacciato nuovi raid se non si arriverà a un’intesa.

“Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”, ha avvertito. “Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz”. “Non ci prendano in giro”, ha incalzato il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana.

Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati “prima che inizino i negoziati”.

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