Onu, ‘allarme rosso in Sudan, prevenire crimini atroci a El Obeid’
Una nuova catastrofe dei diritti umani è in corso in Sudan e la comunità internazionale non può permettere che si ripetano le diffuse atrocità dell'anno scorso.
(Keystone-ATS) Lo hanno affermato oggi le Nazioni Unite lanciando un “allarme rosso” per “prevenire crimini atroci a El Obeid”.
“I segnali provenienti da El Obeid sono chiari e inequivocabili: un’altra catastrofe per i diritti umani si sta consumando in Sudan, questa volta nella capitale dello strategico stato del Kordofan Settentrionale”, ha detto l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Türk a Ginevra, intervenuto al dibattito urgente del Consiglio per i Diritti Umani sulla situazione dei diritti umani a El Obeid e dintorni.
I civili sono sottoposti a condizioni di assedio “da 18 mesi, flagellati da incessanti attacchi di droni, mentre le Forze Armate sudanesi e le Forze di Supporto Rapido, le due parti in conflitto, “si contendono il controllo delle aree circostanti la città”.
Per Volker Türk, l’offensiva su El Obeid deve essere fermata. La comunità internazionale deve scongiurare che si ripetano “le diffuse atrocità” che hanno avuto luogo nel campo profughi di Zamzam e a El Fasher, nel Darfur Settentrionale, lo scorso anno. “Non si tratta di un’esercitazione. È un allarme rosso che deve giungere sulle scrivanie dei Capi di Stato e di Governo di tutto il mondo”, ha affermato l’Alto commissario.
Tra il 6 e il 28 giugno, 15 attacchi con droni su El Obeid e le aree circostanti hanno ucciso almeno 45 civili, secondo i dati dell’Onu e la situazione umanitaria è gravissima. Inoltre sono stati documentati episodi di “esecuzioni sommarie, rapimenti, torture e maltrattamenti, violenze sessuali e saccheggi lungo le rotte percorse dagli sfollati nella regione del Kordofan”. Chi resta a El Obeid rischia arresti e detenzioni arbitrarie e “tutto ciò avviene in un contesto di crescente incitamento all’odio”, ha detto Türk.