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Raffineria svizzera rompe il silenzio intorno alla provenienza dell'oro da aree a rischio

La regione peruviana "Madre de Dios" è nota per le sue prassi illegali nell'estrazione dell'oro. Il CEO di PX Precinox Philippe Chave assicura che la società svizzera non vi fa capo. Copyright 2018 The Associated Press. All Rights Reserved.

In una rara intervista, l'amministratore delegato di PX Precinox Philippe Chave difende le attività della sua compagnia in Perù e sostiene che la scelta di non fare più capo ai minatori artigianali non favorisce la trasparenza e la sostenibilità dell'estrazione mineraria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2020 - 10:00
Paula Dupraz-Dobias, La Chaux-de-Fonds

Per anni, vari rapporti hanno evidenziato le pratiche d'estrazione di metalli preziosi abusive e inquinanti in Perù. Attività minerarie a cui facevano capo anche le raffinerie svizzere, accusate di promuovere la distruzione della foresta e la violazione dei diritti umani. Alcune aziende hanno quindi deciso di abbandonare la collaborazione con i minatori artigianali a causa dei rischi legati al commercio illegale di oro. Altre, tra cui le gioiellerie e le orologerie, hanno promosso iniziative volte a migliorare la trasparenza dell'intera filiera produttiva, dall'estrazione alla vendita.

Il mese scorso, il governo svizzero ha presentato all'Organizzazione mondiale delle dogane una proposta per adeguare la classificazione tariffale internazionale dell'oro. L'intento è ottenere una maggiore trasparenza e tracciabilità nel commercio aurifero internazionale. Il cambiamento dovrebbe permettere di differenziare l'oro greggio da quello raffinato. A livello mondiale, circa il 70 per cento del metallo prezioso viene raffinato in Svizzera.

In Perù, la raffineria giurassiana PX Precinox ha stretto una partnership con Minera Veta Dorada, un'impresa di lavorazione che acquista oro da minatori peruviani indipendenti, di solito certificati come minatori artigianali attivi su piccola scala. Questo marchio non esclude però coloro che impiegano macchinari pesanti, tra cui escavatrici meccaniche e camion, per estrarre e trasportare il metallo prezioso. Dopo la crisi finanziaria del 2008, il prezzo dell'oro è aumentato, incrementando le attività d'estrazione.

Veta Dorada, di proprietà della società mineraria canadese Dynacor, è finita nel mirino di un'indagine, a cui ha fatto seguito un'operazione della polizia in tutto il Perù, grazie a cui sono state scoperte cave minerarie illegali e sequestrate spedizioni d'oro.

Tra le persone arrestate c'erano anche i membri del gruppo criminale "Los Topos" (le talpe). Usando le identità di minatori con un certificato del governo, la banda ha trasportato oro estratto illegalmente da cave nascoste dietro facciate fittizie.

In passato, Philippe Chave aveva affermato che dal 2015 la sua compagnia acquistava solo oro legale. Stando al CEO della PX Precinox, la sua società e quella partner, con sede sulla costa meridionale del Pacifico, hanno collaborato con le autorità d'investigazione. In un'intervista a SWI swissinfo.ch, Chave illustra lo stato attuale delle indagini e le difficoltà di trovare "oro pulito" nella regione.

swissinfo.ch: Come avete riorganizzato la vostra attività in Perù?

Philippe Chave: Abbiamo riscontrato una crescente consapevolezza da parte del mercato e della gente per quanto riguarda la provenienza dell'oro. Venti anni fa, nessuno si preoccupava veramente delle condizioni di estrazione. Abbiamo individuato un'opportunità per aumentare il livello di tracciabilità grazie a cui eravamo in grado di dimostrare da dove proveniva l'oro e in quali condizioni veniva estratto. Bisognava colmare una lacuna gigantesca. La tracciabilità aveva però un potenziale enorme.

I minatori artigianali e l'industria del lusso si trovano ai due capi della filiera. Dipendono gli uni dagli altri, ma non si conoscono. Per aiutare il settore minerario artigianale è necessario educare gli attori del settore dell'industria del lusso affinché capiscano qual è la posta in gioco e come possono sostenere i minatori artigianali.

Alcuni sostengono che la soluzione sono le miniere industriali. Ma è un'idea irrealizzabile. Ci sono milioni di persone che tentano di sbarcare il lunario con l'estrazione mineraria. L'unica strada percorribile è di incoraggiarli ad abbandonare l'illegalità. Se non pagano tasse, come possono ottenere le infrastrutture necessarie? E com'è possibile parlare di tracciabilità?

Con Dynacor abbiamo creato una partnership, condividendo valori e idee. Inoltre, abbiamo deciso di instaurare un'alleanza strategica.

Da dove proviene l'oro lavorato nello stabilimento con cui collaborate e che si trova a Chala, località sulla costa meridionale del Perù?

Da tutto il Perù e da vari minatori: sono tra i 400 e i 600. Una cifra che varia visto che possono vendere anche ad altri acquirenti. Per vendere l'oro a Dynacor, i minatori devono soddisfare una serie di condizioni, per esempio essere registrati presso il governo, avere un codice fiscale e possedere una concessione d'estrazione. Le verifiche vengono effettuate su ogni singola transazione.

I minatori sono liberi di scegliere. Possono usare i metodi tradizionali, impiegando il mercurio per estrarre oro. Un metodo che però permette loro di ottenere solo il 50 per cento dell'oro. Oppure collaborano con Veta Dorada. Dynacor riesce a recuperare il 95 per cento dell'oro, esercitando tale attività come se si trovasse in Svizzera. Impiega prodotti chimici e non mercurio in un'installazione industriale adeguata. Visto che Dynacor ha un alto tasso di recupero, ciò comporta dei vantaggi anche per i minatori se vendono a chi si occupa di tale processo.

Come finanziate quest'attività?

Facciamo pagare ai nostri clienti (gioiellieri e orologiai) un premio "d'impatto" basato sulla quantità d'oro che si impegnano ad acquistare ogni anno e su un tasso definito dal prezzo di mercato. Garantiamo la massima trasparenza sull'impiego di questi fondi. Il cento per cento viene usato per progetti d'impatto, creando un cosiddetto effetto "a valanga".

Più investiamo in queste comunità, più i minatori si rendono conto che è nel loro interesse uscire dall'illegalità e formalizzare il loro statuto. Più persone sono autorizzate a vendere il loro oro, più oro possiamo immettere sul mercato. Ciò aumenta la quantità di mezzi finanziari che possiamo reinvestire nelle comunità. Questa è la dinamica che cerchiamo di generare.

Lei ha affermato che le condizioni sono vantaggiose per i minatori. Cosa intende esattamente?

I minatori sono liberi di trattare con chi vogliono. Quando ci propongono una partita di minerale grezzo, svolgiamo dei test per controllare se il minerale è solforato od ossidato e per determinare la quantità di metallo presente. Se il minatore ritiene che la quantità di oro calcolata è competitiva, può vendere il materiale a Dynacor. Se ritiene di fare un migliore affare con un altro acquirente, può rivolgersi ad un altro impianto di lavorazione.

Come viene estratto l'oro e quanto ne viene estratto per tonnellata di minerale grezzo?

In media ne vengono estratte circa 0,8 once per tonnellata, ossia 24 grammi. L'oro viene estratto da strette vene nella roccia e ciò rende difficoltosa l'estrazione industriale. Queste vene sono quindi ideali per il settore minerario artigianale. Visto che l'oro è presente soprattutto in queste vene difficilmente accessibili, la quantità presente deve essere elevata. L'estrazione non sarebbe altrimenti redditizia.

Come si è svolta la retata della polizia in febbraio?

La Dynacor ci ha informato il giorno stesso in cui c'è stato l'intervento della polizia. L'indagine ha confermato che tutte le transazioni e le attività con le persone coinvolte erano conformi alla legge. La Dynacor collabora con un numero elevato di minatori e verifica ogni transazione.

Tra tutti i minatori con cui la Dynacor lavora, le autorità hanno indicato che cinque minatori possedevano una concessione legale per estrarre oro nel luogo in cui operavano. Sembra però che questi fossero coinvolti in un'attività mineraria in un'area comunale in cui l'estrazione era vietata.

Erano gli stessi minatori coinvolti nell'estrazione illegale nel distretto di Parcoy, nel Nord del Perù? E questi facevano affari con la Dynacor-Veta Dorada?

A un certo punto, i cinque minatori hanno collaborato con la Minera Veta Dorada. Per questo motivo, l'oro pronto per essere esportato è stato sequestrato per controllare se ci fosse qualche collegamento con il gruppo "Los Topos". L'indagine non ha condotto ad alcuna accusa o arresto nei confronti di Dynacor.

L'affermazione della stampa locale secondo cui enormi quantità di oro sono state riciclate in Svizzera è falsa. Tutto l'oro importato è legale. Oltre ai media peruviani, bisogna avere più fonti per conoscere tutti i dettagli della vicenda. La realtà è che non c'è stato alcun flusso d'oro illegale tra il Perù e la Svizzera.

Siete preoccupati delle difficoltà nel controllare i minatori con cui collaborate?

Sì, lo siamo noi e lo è anche la Dynacor. Cerchiamo quindi di migliorare il nostro processo di verifica, per esempio aggiungendo ulteriori controlli. Non vogliamo che gli eventi recenti siano collegati alla nostra compagnia o alla Dynacor. È una situazione veramente controproducente e non in linea con i valori delle nostre aziende. Vogliamo assolutamente affrontare il problema. Ma non è facile, soprattutto nelle miniere in Perù. Dobbiamo adottare le misure adeguate a ridurre al minimo i rischi.

Quanto è rischioso operare in Perù?

L'attività mineraria è sempre rischiosa, specialmente se si collabora con minatori artigianali e se sono coinvolte molte persone. Per fare chiarezza, quando parliamo di oro illegale proveniente da Madre de Dios [regione mineraria nel Sud-est del Perù], ci riferiamo a un'attività legata alla deforestazione, all'inquinamento da mercurio, al lavoro minorile, al traffico di persone ecc. La Dynacor non fa mai affari con minatori che operano in quest'area. È da lì che arriva l'oro illegale. Nel nostro caso emerso dall'indagine, i minatori non lavoravano in una zona di conflitto e non impiegavano mercurio. È giusto dire le cose come stanno. Si fa spesso una grande confusione.

L'anno scorso, un'altra raffineria svizzera, la Metalor, ha deciso di interrompere le importazioni di oro dall'America latina. Dopo essere stata criticata di non sostenere chi svolge un'attività mineraria sostenibile, la raffineria ha comunicato che stava collaborando con una piccola impresa in Perù e con la Swiss Better Gold Initiative per sostenere i minatori artigianali. Le raffinerie svizzere stanno ripensando le loro strategie?

Vede anche lei ciò che stiamo facendo. Non voglio dire che tutto sia perfetto in Svizzera. Ci stiamo impegnando per cambiare le cose. Dopo l'annuncio dell'anno scorso di Metalor, i nostri clienti ci hanno chiesto se continuavamo ad acquistare oro dal Perù. Noi abbiamo risposto di sì. Alcuni clienti hanno insistito affinché anche noi interrompessimo l'acquisto di oro dal Perù. È per favorire il dialogo che oggi rispondiamo alle vostre domande. Sarebbe controproducente per l'industria del lusso elvetica e per la sua reputazione non parlare dei rischi con cui è confrontata.

Alcune persone stanno facendo un ottimo lavoro nell'industria mineraria artigianale. Abbiamo scelto un buon partner sul campo. Questo è un ottimo esempio di trasparenza. Molti minatori artigianali sono organizzati come PMI (piccole e medie imprese), operano su piccola scala e sono dotati dei macchinari necessari.

Dire "abbondonateli tutti" non è una soluzione poiché li obbligherebbe a ridiventare dei minatori informali. Quando il tema viene affrontato dai media, naturalmente dobbiamo dire ciò che non va. Ma lo dobbiamo fare attraverso il dialogo. Perché alla fine, si rischia di fare i complimenti a una raffineria che abbandona il settore artigianale. Ci si deve però chiedere se è questo un atto responsabile.

Come si svolgono i controlli e le verifiche durante la pandemia, visto che i voli e i trasporti in Perù sono stati interrotti a causa del lockdown?

Bisogna continuare ad effettuare le verifiche nonostante la Covid-19. Ogni transizione va verificata. Abbiamo un programma che prevede ulteriori controlli e accertamenti. Questi sono però ostacolati dalle restrizioni di movimento. Facciamo del nostro meglio e continuiamo a verificare ogni transizione.

Dopo l'inizio della pandemia, i dati della dogana peruviana hanno evidenziato che le spedizioni destinate alla PX Precinox passavano da Miami, un altro importante centro di raffinazione, invece di essere inviate direttamente a Zurigo.

La logistica è cambiata a causa della Covid-19. Di solito, la merce di elevato valore viene trasportata su velivoli commerciali e non su aerei cargo. Ma i voli abituali sono stati cancellati. Attualmente, la merce proveniente da Lima viene inviata inizialmente in Florida, poi transita da un aeroporto in Medio Oriente e infine giunge a Zurigo. Purtroppo, al momento è l'unico modo per far arrivare l'oro in Svizzera.

Come giudica l'impegno profuso dalle autorità peruviane affinché i minatori regolarizzino e legalizzino la loro attività?

Crediamo nelle potenzialità del settore minerario in Perù. Ma ci sono enormi sfide da affrontare. Ciononostante, riteniamo che sia possibile migliorare la situazione e siamo consapevoli che anche noi dobbiamo fare la nostra parte. È importante coinvolgere tutti gli attori. Da soli non possiamo affrontare i problemi che da decenni aspettano di essere risolti. Abbiamo bisogno del sostegno della gente, dei media, delle ONG e del mercato.

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