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OW: rifiutato aggiornamento facoltativo impianti al Titlis

Keystone-SDA

Prima del tragico incidente di mercoledì, il gestore degli impianti di risalita del Titlis (OW) non ha dato seguito a una raccomandazione non vincolante di aggiornamento da parte del costruttore.

(Keystone-ATS) Secondo il direttore dell’azienda Norbert Patt, non si trattava di un requisito di sicurezza imperativo che giustificasse un adeguamento.

Patt ha confermato oggi a Keystone-ATS informazioni del domenicale SonntagsZeitung, pubblicate dopo che mercoledì una cabinovia è precipitata a Engelberg (OW), secondo cui il gestore degli impianti di risalita ha rinunciato a tale ammodernamento. L’incidente ha causato la morte di una 61enne della regione.

Garaventa, il produttore che ha costruito l’impianto, aveva proposto questo aggiornamento nel 2022, a seguito di un incidente simile verificatosi nel 2019 sugli impianti di risalita della Rotenflue, non lontano dal Gross Mythen nei pressi di Svitto. Entrambe le strutture utilizzavano lo stesso tipo di morsetto. L’aggiornamento consisteva nell’aggiungere un pezzo a tale struttura.

“Non si trattava di un requisito di sicurezza imprescindibile che giustificasse un adeguamento”, si è difeso Patt, aggiungendo di non essere in grado di spiegare il motivo per cui gli impianti di risalita abbiano rinunciato a richiedere un’offerta per una modifica nel 2022.

Indagini in corso

Da ieri, intanto, è tornata operativa la cabinovia Titlis Xpress del comprensorio sciistico di Engelberg tra il lago Trübsee (NW) e Stand (NW). Proprio tra queste due stazioni una cabina si è staccata dalla fune, è precipitata ed è rimbalzata lungo il pendio. Quale possibile causa dell’incidente, Garaventa sospetta “un’inaspettata forte raffica di vento” che ha provocato la collisione della cabina con un pilone di sostegno.

Anche il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) – la cui inchiesta non è però ancora terminata – è giunto alla stessa conclusione. Il Ministero pubblico ha pure avviato un’indagine.

Anche nell’incidente del 2019 con una cabina vuota alla Rotenflue, il SISI era già arrivato alla medesima conclusione: una forte raffica di vento aveva provocato la collisione con uno dei piloni, causando lo stacco dalla fune di trazione e la caduta a terra. Pur essendo date disposizioni operative per affrontare condizioni di vento critiche, che erano state rispettate, non era stato possibile reagire alla raffica di vento improvvisa.

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