Pakistan: desolazione a Karachi dopo attentato, 40 i morti
(Keystone-ATS) ISLAMABAD – La città di Karachi si è risvegliata oggi in lutto dopo una delle peggiori giornate della sua storia in cui un attentato suicida ha causato almeno 40 morti e 95 feriti durante la processione per la celebrazione sciita dell’Ashura in ricordo della morte dell’imam Hussein, nipote di Maometto.
La desolazione, riferisce GEO Tv, è massima sulla Jinnah Road, dove migliaia di fedeli sfilavano quando il kamikaze è entrato in azione all’altezza del Tibet Center causando la maggior parte delle vittime, e dove molti altri fedeli sono morti calpestati nel fuggifuggi generale.
La folla inferocita ha attaccato giornalisti e uomini della sicurezza, appiccando il fuoco ad un palazzo e a negozi – da Bolton Market fino a Light House Market – 500 dei quali sono andati distrutti, mentre 30 dotazioni dei vigili del fuoco hanno impiegato ore per circoscrivere le fiamme. I pompieri lottavano all’alba contro un incendio nel Medicine Market.
Le massime autorità pakistane hanno condannato l’attentato, ed in particolare il presidente Asif Ali Zardari ha rivolto un appello alla popolazione a cui a chiesto “di non cadere nella trappola degli estremisti che vogliono mettere le persone le une contro le altre”.
Intanto la notte scorsa un’esplosione lungo la statale fra Quetta e Sibi, nel Balochistan pakistano, ha danneggiato alcune autobotti con carburante diretto alle truppe della NATO in Afghanistan, ferendo uno degli autisti.
Secondo GEO Tv gli automezzi danneggiati dallo scoppio e dal successivo incendio sono due ma per Dawn News Tv si tratta invece di quattro.
Giunti sul posto gli artificieri hanno localizzato un secondo ordigno che se fosse esploso avrebbe aggravato i danni.
Da tempo i talebani attaccano gli automezzi in transito in Pakistan con rifornimenti destinati alle forze NATO ed ISAF dispiegate in territorio afghano, ma tali operazioni si sono intensificate negli ultimi giorni.