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Parità, aziende dovranno far analizzare salari

La aziende dovranno far analizzare i salari dei propri dipendenti KEYSTONE/MARTIN RUETSCHI sda-ats

(Keystone-ATS) I datori di lavoro con più di 50 collaboratori dovranno effettuare ogni quattro anni un’analisi dei salari facendola verificare da servizi di controllo esterni.

Malgrado l’opposizione emersa durante la procedura di consultazione – il padronato lo giudica eccessivo, i sindacati insufficiente – il Consiglio federale vuole portare avanti il suo progetto di modifica della Legge federale sulla parità dei sessi (LPar), che mira ad eliminare le persistenti disuguaglianze salariali.

Rispetto al progetto inviato in consultazione, quello che dovrà preparare entro giugno 2017 il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si concentra interamente sulla responsabilità individuale dei datori di lavoro.

Secondo il governo, la revisione della LPar, seppur “di portata relativamente modesta e senza controlli statali”, sarà sufficiente a incoraggiare le imprese ad attuare la parità di retribuzione.

Le aziende possono scegliere il sistema di analisi che desiderano, a condizione che sia riconosciuto a livello internazionale. La Confederazione metterà a disposizione gratuitamente lo strumento che ha sviluppato, chiamato Logib.

Al più tardi entro un anno dal ricevimento del rapporto sulle retribuzioni, le imprese dovranno comunicare ai loro collaboratori i risultati. Le società quotate in borsa dovranno inserire questa comunicazione quale allegato al bilancio.

Il governo ha invece rinunciato a rendere pubblici i nomi delle aziende che non rispettano le regole del gioco. La LPar non prevede neppure sanzioni.

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