The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Pensioni: rendite in calo, coprono sempre meno l’ultimo stipendio

Keystone-SDA

La previdenza svizzera mostra segnali di crescente fragilità, secondo uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza VermögensZentrum (VZ).

(Keystone-ATS) Le rendite pensionistiche attese sono diminuite del 16% dal 2002, pari a una riduzione di 12’260 franchi all’anno per un dipendente in una determinata fascia di reddito. Il principale responsabile di questo calo è il forte ridimensionamento delle prestazioni erogate dal secondo pilastro, mentre la rendita AVS è aumentata. Intanto cresce la sfiducia dei cittadini verso l’AVS e la maggioranza della popolazione continua a dichiararsi contraria all’innalzamento dell’età pensionabile.

Il rapporto pubblicato oggi prende come esempio un 55enne con un reddito annuo di 120’000 franchi. All’età di 65 anni questo lavoratore potrà contare su una rendita annua di 62’660 franchi. Nel 2002, la cifra era decisamente più alta, pari a 74’920 franchi.

A pesare è il crollo delle prestazioni delle casse pensioni, scese del 40% nello stesso arco temporale. Parallelamente, la rendita AVS è cresciuta di un terzo, raggiungendo i 32’760 franchi, includendo anche la tredicesima mensilità che sarà erogata per la prima volta alla fine del 2026.

Il motivo di questo squilibrio risiede nell’andamento opposto dei due sistemi. Mentre l’AVS è stata adeguata all’inflazione, il tasso di conversione utilizzato per calcolare la rendita del secondo pilastro è stato costantemente ridotto: il tasso medio è sceso dal 6,00% di dieci anni or sono all’attuale 5,26%. Le casse pensioni hanno abbassato questo parametro per far fronte all’aumento dell’aspettativa di vita e ai tassi d’interesse persistentemente bassi, riuscendo così a stabilizzare i propri bilanci, ma a scapito dell’importo delle rendite per i pensionati.

La conseguenza è che la pensione copre una fetta sempre minore dell’ultimo stipendio. Chi guadagna 100’000 franchi all’anno riceverà oggi una rendita pari a circa il 51% del suo ultimo salario, contro il 62% del 2002. Il divario si amplia per i redditi più alti: un lavoratore con 150’000 franchi di stipendio si troverà con una copertura di appena il 42%, rispetto al 58% di 24 anni or sono. Questi dati – sottolineano gli autori della ricerca – si allontanano vistosamente dall’obiettivo originario del sistema dei tre pilastri, che prevedeva che le rendite del primo e del secondo pilastro garantissero insieme il 60% dell’ultimo reddito.

Lo studio evidenzia anche un calo della fiducia dei cittadini nel sistema. Solo un quarto degli intervistati nell’ambito di un sondaggio ritiene che le rendite AVS saranno sicure tra vent’anni, mentre per le casse pensioni la fiducia sale al 30%. Le principali preoccupazioni per il futuro restano l’aumento dei costi per la vecchiaia e l’assistenza, nonché la sostenibilità finanziaria dell’AVS. Malgrado le preoccupazioni una netta maggioranza (68%) rifiuta comunque l’idea di innalzare l’età ordinaria di pensionamento. Il Consiglio federale punta sulla riforma AVS 2030 per trovare una soluzione, ma il dossier resta interamente nelle mani del processo politico.

Nonostante il clima di incertezza, circa il 58% degli intervistati è comunque convinto di potersi permettere il proprio tenore di vita in pensione grazie alla combinazione di AVS, cassa pensioni e patrimonio personale.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR