Perù, firme sufficienti per cacciare il presidente Jerí
Il Congresso peruviano ha raggiunto un punto di svolta nella crisi politica che coinvolge il presidente interino José Jerí.
(Keystone-ATS) Sono state raccolte le 78 firme necessarie per convocare una sessione plenaria straordinaria e dibattere la mozione di censura che potrebbe portare alla sua rimozione immediata.
La decisione nasce dallo scandalo legato a incontri non dichiarati tra Jerí e un imprenditore cinese, Yang Zhihua, avvenuti in un’abitazione privata e catturati da telecamere di sicurezza. Sebbene il presidente abbia minimizzato l’accaduto, sostenendo di essersi recato lì per motivi personali come “mangiare cibo cinese”, le spiegazioni non hanno convinto i legislatori, che sospettano favoritismi o atti illeciti.
Trattandosi di un presidente incaricato (in quanto ex capo del Congresso che ha assunto la guida del Paese dopo la destituzione di Dina Boluarte), la procedura per la sua rimozione è più snella rispetto a una classica “vacancia”. Basteranno 66 voti a favore della censura contro l’ufficio di presidenza del Parlamento per far decadere Jerí dal suo ruolo di capo dello Stato, aprendo così un nuovo capitolo di incertezza a pochi mesi dalle elezioni generali previste per il 2026.